6 giugno 2011

"Se non girassi il mondo non sarei fotografa"

Parmadaily intervista la fotografa ventunenne Sara Boccacci.
Parmadaily intervista la fotografa nocetana Sara Boccacci, 21 anni, diplomata da due all'istituto d'Arte Toschi, partita per quello che è il viaggio più lungo che abbia mai intrapreso (5 mesi): da Parma verso Londra, New York e infine Messico, Guatemala, Belize...

Da cosa nasce la tua passione per la fotografia?
La mia passione più grande è il viaggio, la fotografia per me è strettamente collegata a questo e forse se non girassi per il mondo non sarei nemmeno fotografa. Nonostante questo non penso che viaggiare sia il dogma che ogni fotografo deve perseguire a tutti i costi: il mondo della fotografia è molto ampio e si divide in tante specializzazioni diverse, ognuno sceglie ciò che gli è più congeniale. Io per esempio non amo particolarmente la fotografia in studio, di moda o sportiva che sia. Trovo invece molto stimolante ed interessante lavorare sulle situazioni di vita reale, realizzare reportage e racconti. E' un modo per imparare continuamente ed immergersi in vite e situazioni che mai avrei vissuto altrimenti. Avere a che fare con le persone poi è molto interessante: molto spesso da uno scatto nascono amicizie e legami, o anche solo brevi conversazioni. A New York ho addirittura pranzato gratis per aver fotografato l'esterno di un ristorante appena aperto!
Parlaci brevemente delle tue esperienze all'estero: cosa non faresti e cosa rifaresti senza pensarci su due volte?
Ho iniziato a viaggiare da sola a 17 anni e non c'è nulla che non rifarei. Non eviterei neanche le brutte "bastonate". Nel 2008 ad esempio sono arrivata a Londra per la prima volta con un inglese decisamente scarso e mi sono ritrovata vittima di una truffa, senza un tetto, con pochissimi soldi e solo un lavoro da stagista non retribuito (presso la Zest Gallery a West Brompton). Invece di tornare a casa però mi sono rimboccata le maniche ed ho trovato una stanza ed un lavoro in circa 5 giorni. Le prime settimane, mentre aspettavo lo stipendio, sono andata avanti con pochi spicci, mangiando sempre le stesse due cose, lavorando la mattina allo stage e dal pomeriggio alla sera nel ristorante. In tre mesi ho addirittura cambiato quattro case ma alla fine sono riuscita a recuperare ciò che avevo perso e anzi, ho guadagnato incredibili esperienze, amici che sento ancora oggi ed una sicurezza in me stessa che mi ha spinto a continuare per la mia strada: se fossi tornata prima oggi non sarei quella che sono. Durante gli anni di scuola superiore ho anche passato brevi periodi di circa due settimane in Grecia ed in Islanda, lavorando in piccoli progetti di volontariato: un modo economico e non turistico per visitare altri paesi.Il luogo che più mi è rimasto nel cuore però è l'India, un paese magico e incredibile dove ho passato 3 mesi lo scorso anno.
In molti non riuscirebbero a fare quello che fai tu (cioè viaggiare in posti non turistici, stare lontani da casa e dalle persone cui si vogliono bene per lunghi periodi di tempo, fare sacrifici per pagarsi gli spostamenti...): per te è una cosa naturale?
Molte persone in Italia mi dicono che per partire ci vuole coraggio ma, secondo me, ci vuole molto più coraggio per restare! E' sicuramente una cosa molto personale, non siamo tutti fatti per vivere allo stesso modo. E' comunque anche una questione di scelte. Per esempio io non ho una macchina, non compro vestiti di marca e non vado a ballare tutti i week-end... ma in questo modo riesco a risparmiare quanto mi basta per passare lunghi periodi all'estero e, a differenza delle credenze comuni, posso garantire che non servono cifre esorbitanti per viaggiare tanti mesi. Non parto mai con tour organizzati o cose del genere: l'ho fatto una volta in Egitto in viaggio con i miei genitori e non mi è piaciuto perchè non ho capito nulla nè del paese, nè della gente e ho visto tutto solo da un finestrino. Per me queste non sono "vacanze", non sto staccando da qualcosa:per me questo è un vero e proprio modo di vivere. Per questo amo passare tanto tempo in un posto perchè non voglio solo "vederlo" ma voglio conoscere la gente, imparare la cultura e le tradizioni. Inoltre ho tutto il tempo per dedicarmi alle mie passioni ed ai miei interessi senza scadenze o pressioni di sorta. Non c'è documentario o libro che tenga: le cose vanno viste con i propri occhi e questo aiuta a capire tantissime cose. Ci apre la mente e ci fa ragionare e soprattutto ci fa capire che quello che ci dicono molto spesso non è vero. Io per esempio ho smesso di guardare la televisione!
Qual è stato il lavoro/report che ti è piaciuto di più e che ti ha dato più soddisfazione?
Senza dubbio quello realizzato in Guatemala a fine marzo, pubblicato da Repubblica.it, dove ho documentato la situazione creatasi dalla presenza della multinazionale ENEL nella regione del Quichè. L'impresa infatti si è resa (e tuttora si rende) complice di violazioni dei diritti umani delle popolazioni indigene Ixil, installandosi nel territorio senza consultare i legittimi proprietari delle terre. Ciò che in Italia forse non si è capito è quanto questo fatto sia legato al problema della privatizzazione dell'acqua e quindi del referndum di giugno! L'ENEL in Guatemala ed anche nella Patagonia Chilena si è appropriata di fiumi e cascate, non importa se interi villaggi ne traevano sopravvivenza! Questo è quanto succederà in Italia se non ci svegliamo tutti quanti! L'acqua è un bene comune, vogliamo davvero venderla alle multinazionali? Purtroppo da noi tutto questo passa sottovoce e di nascosto e mentre in America Latina le grandi imprese di scrupoli se ne fanno ben pochi e morti, minacce e sequestri sono all'ordine del giorno. Ho conosciuto persone fortissime che ogni giorno lottano per la giustizia correndo grandi rischi e sotto continue minacce ed intimidazioni: la mia stima per questi uomini e queste donne è infinita e se non fosse stato per loro di sicuro non sarei mai riuscita a fare ciò che ho fatto, sebbene sia comunque poco.. La situazione ad oggi non fa che peggiorare, ma nessuno dice niente e ricordiamoci che l'ENEL è per il 30% pubblica, quindi ciò che succede è anche responsabilità nostra.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
A luglio tornerò in Italia ma solo per pochi giorni. Ripartirò quasi subito per l'Indonesia con il fotografo e tatuatore Nicola Vernizzi per realizzare un reportage su alcune popolazioni tribali di un arcipelago a ovest dell'isola di Sumatra. Mi trasferirò poi a Londra dove inizierò un corso di laurea in Antropologia Sociale e Hindi alla SOAS (School of Oriental and African Studies). Per quanto riguarda la fotografia, se gli studi mi daranno tempo, vorrei approfondire l'aspetto tecnico, l'uso della luce e la postproduzione. Mi piacerebbe molto anche imparare a scrivere in modo giornalistico e imparare a svolgere ricerche e reportage in modo professionale.
Se uno volesse vedere i tuoi lavori come può fare?
I miei lavori sono attualmente visibili tramite il mio account Flickr (http://www.flickr.com/people/sarabphoto). Inoltre dal 13 al 26 luglio alcuni miei scatti saranno in mostra alla Casa del Parco, via Naviglio Alto 4/1.

Nicola Villani
http://www.parmadaily.it/Notizie/Dettaglio.aspx?pda=COS&pdi=44637

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