30 luglio 2014

Un italiano su sette sceglie di mangiare bio

Sei su 10 hanno provato a mangiare bio almeno una volta nel corso dell'anno. E per il 22% di questo gruppo si tratta di un'abitudine quotidiana: vuol dire che quasi 1 italiano su 7 ormai ha scelto il biologico. I dati emergono dall'indagine commissionata a Nomisma da Bologna Fiere in collaborazione con Federbio per l'edizione 2014 di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale in programma dal 6 al 9 settembre. Numeri in sintonia con quelli resi noti oggi dal ministero delle Politiche agricole. I consumi nel mercato italiano del biologico sono cresciuti del 17,3% nei primi cinque mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: è l'aumento più consistente registrato dal 2002. In testa all'elenco dei prodotti bio più venduti figurano le uova (con un'incidenza del 9,5% sulla spesa totale). In crescita anche gli operatori (sono più di 52 mila) e la superficie coltivata secondo il metodo biologico, che al 31 dicembre 2013 risulta pari a 1,3 milioni di ettari (circa il 10% del totale della superficie coltivata nazionale), con un aumento complessivo annuale del 12,8%. Terra dedicata soprattutto a pascolo, foraggio, cereali, olivi. "Siamo leader in Europa nel settore", ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, "e il trend positivo che emerge dai dati lo conferma. Parliamo di un settore che vale 3 miliardi di euro nel nostro paese e che può crescere ancora rafforzando anche il nostro export. Durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione europea lavoreremo sulla riforma della normativa comunitaria sul biologico". "Mentre in molti comparti del settore alimentare si registrano segnali allarmanti, il biologico cresce dimostrando che investire sul futuro paga", aggiunge Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente di Aiab. "Agricoltori e cittadini stanno cambiando assieme il modo di produrre e consumare cibo. Ora si tratta di favorire questo trend con politiche coerenti: bisogna sostenere le filiere locali che hanno scelto il bio, supportare tecnicamente le aziende impegnate nella transizione verso il biologico, sviluppare la ricerca e l'innovazione per aiutare gli agricoltori nel loro cammino. Il modello dei biodistretti è quello a cui fare riferimento per i piani di sviluppo rurale affidati alle Regioni". di ANTONIO CIANCIULLO http://www.repubblica.it/ambiente/2014/07/29/news/italiani_bio-92671384/?ref=HREC1-29

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