5 marzo 2019


ALLOISIO E LA SUA CHITARRA IN MISSIONE IN GUATEMALA                                        
Il musicista è rientrato dal viaggio fatto con Ains, onlus che fa cooperazione.

La musica non ha frontiere e con questa certezza il musicista e chitarrista pavese Massimiliano Alloisio è tornato dalla sua esperienza in Guatemala. Un viaggio promosso da Ains (l'associazione pavese di nursing sociale che da anni ormai si occupadi progetti a favore del controamerica), con un obiettivo: regalare la bella musica di Alloisio a chi non ha mai sentito un concerto in vita sua, dai bambini che vivono nelle baraccopoli alle donne maya che passano le giornate a raccogliere caffè sull'altopiano di El Bosque. Alloisio è stato accompagnato nel suo viaggio dal presidente Ains onlus Ruggero Rizzini e da giuseppe Dezza, fotografo italiano che ha sposato la causa di Ains onlus e che attualmente vive a San Francisco ma gira tutto il mondo per il suo lavoro di fotoreporter nelle zone difficili del pianeta. Le sue foto diventeranno una splendida mostra che approderà a Pavia e arriverà anche nelle baraccopoli del Guatemala, per regalare  un altro sogno: quello di poter vedere una volta nella vita una immagine familiare che li immortali. "Non ero mai stato fuori dall'Europa - commenta il musicista pavese - quindi tutto per me è stato emozione allo stato puro, a partire dai contrasti tra le etnie e tra gli stili di vita in quel traffico che aveva l'apparenza di un caos ordinato in cui tutto i fondo aveva una logica. Suonare nella baraccopoli di Santa Gertrudis, vicino a Guastatoya, è stato bellissimo. I bambini non avevano mai visto una chitarra e quindi erano molto emozionati nell'avere la possibilità di provare a toccarla e suonarla. 
La loro gioia mi è rimasta nel cuore, sono stato ore ad accompagnarli nelle loro filastrocche, fino ad avere i crampi alle dita. Era bellissimo". Alloisio ricorda anche con piacere il concerto tra i coltivatori di caffè creoli e i raccoglitori maya, a 1500 metri di altezza, laddove c'era inizialmente un clima di diffidenza che la musica ha sciolto sino a trasformarlo in un'atmosfera di amicizia e di allegria, dove regnava poi la corsa a fare le foto con gli ospiti. "Il nostro concertoera pubblicizzato con una locandina scritta a a mano - spiga Alloisio . c'era scritto che avrebbero suonato degli stranieri italiani...e poi una clausola quasi obbligatoria per esibirsi era quello di imparare il loro brano tradizionale "Luna di Xelaiù", una sorta di "O sole mio" guatemalteco. Una specie di lasciapassare. Quindi l'ho ascoltato e poi l'ho arrangiato". Emozioni forti, che per un musicista come Alloisio sono confluite  in un nuovo brano, nato proprio nei pochi momenti liberi avuti nella baraccopoli e a cui ora sta lavorando per le rifiniture. "Diciamo che è ispirato a tutti i contrasti che ho conosciuto in quella terra guatemalteca, che si riflettono nelle sonorità differenti di questo mio nuovo lavoro. Per me è stata anche l'occasione per confrontarmi con gruppi indigeni, per ascoltare esibizioni di marimba e per attuare numerosi scambi musicali". (Daniela Scherrer - La Provincia Pavese del 12 ottobre 2018)

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