3 maggio 2013

“La mia tesi? Un progetto per il Guatemala”

Laura Sarchi, neo-ingegnere, sogna di girare il mondo e unire tecnologia a cooperazione

Laura Sarchi si è laureata da una manciata di giorni, con il massimo dei voti, in ingegneria edile e architettura alla Facoltà di Ingegneria della nostra Università. Laura è di Sairano e la sua tesi, che ha avuto come relatrice Daniela Besana, è nata da un'esperienza speciale: l'Ordine degli Ingegneri, sempre particolarmente sensibile alle esperienze di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo, le ha pagato i biglietto per il Guatemala, laddove insieme all'Associazione Ains c'era bisogno di lei per progettare un centro di recupero nutrizionale nell'Aldea El Rancho. Sotto l'egida del suo Ordine, e in particolare di Marco Majocchi e Lorenzo Buratti che seguono da vicino i progetti di cooperazione internazionale, Laura ha avuto modo di collaudarsi “sul campo”, nello scorso mese di ottobre, e di redigere un progetto molto concreto per questo centro nutrizionale che avrà tra le numerose suefinalità soprattutto quella di garantire almeno un pasto caldo ai bambini più poveri. “E' stata un'esperienza veramente speciale – commenta Laura – che mi ha aiutata a crescere sia a livello professionale che mano, in una realtà molto diversa e anche complessa come quella guatemalteca”. Chiaramente progettare una struttura in un ambiente così differente dal nostro significa anche misurarsi con compeDiciamo che ho tenuto in considerazione soprattutto tre aspetti – spiega – innanzitutto che fosse adeguato al Guatemala, sia come utilizzo di materiali che come realizzazione di ambienti; quindi che puntasse sulla cooperazione concreta, pertanto coinvolgesse il personale del luogo e che quindi potesse essere realizzabile anche senza specializzazioni particolari; e infine, essendo un centro soprattutto per i bambini, che fosse effettivamente rivolto a loro con tutta una serie di attenzioni sia ralizzative che cromatiche”. Ecco dunque l'esperienza di Laura, che è confluita in questo progetto racchiuso nella sua tesi brillante e apprezzata. Una soddisfazione per lei e per tutti coloro, dall'Ordine sino ad Ains, che l'hanno seguita e sostenuta in questi mesi di lavoiro. Adesso ad attendere Laura c'è l'esame di stato, ma lo sguardo è già proiettato in avanti, al futuro. Come lo immagina? “Vediamo come evolverà la situazione – conclude Laura – certamente il mio desiderio sarebbe quello di viaggiare e vedere altre realtà diverse dalla nostra, proprio perchè mi piacerebbe mettere la mia professionalità e le competenze al servizio dei progetti di cooperazione. Si, sarebbe questo il mio vero sogno”. Soddisfazione viene anche espressa da Ruggero Rizzini, presidente di Ains: “Per un'associazione piccola come la nostra collaborazioni di questo tipo costituiscono senza dubbio un valore aggiunto molto importante. Per questo ringrazio Laura e soprattutto l'Ordine degli Ingegneri, che si rivela sempre molto sensibile ai progetti di cooperazione e che ci ha onorati del suo appoggio”.
tenze ed esigenze estremamente specifiche. Chiediamo allora a Laura quali siano stati i capisaldi del suo progetto. “
Daniela Scherrer
Il Ticino, venerdì, 3 maggio 2013

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