20 maggio 2020

Gentilissime e Gentilissimi, Buongiorno!!!!
oggi, 18 maggio, si ricomincia sperando nel buon senso di noi cittadini e sperando che non  si ritorni indietro perché troppo è stato il dolore, la sofferenza e la morte per cui...speriamo bene!!!
Noi volontari di Ains onlus in questi mesi non ci siamo fermati continuando a lavorare per il Guatemala e a Pavia.
In Guatemala perché nei periodi di crisi non ha nessun senso fermarsi e lasciare al loro destino chi già dal destino è stato segnato. Persone in paesi impoveriti senza una seconda o una terza opportunità. Potendolo fare, insieme a tante persone solidali che ci hanno e continuano a darci una mano, abbiamo aiutato e proseguiamo. Quando poi, tutto ritornerà normalità, allora potremo festeggiare e continuare a lavorare in una logica di cooperazione con una visione e una condivisione che è poi quello che ci piace pensare e fare.
A Pavia non potevamo rimanere fermi per cui, da quasi subito, abbiamo fatto rete con tre realtà associative con cui lavoriamo da anni, concentrandoci sui bisogni di 23 che sono diventati 30 e poi 35, senza fissa dimora che il COVID-19 stava facendo diventare ancora più fragili. Ma non solo loro: abbiamo iniziato una collaborazione con due amministrazioni comunali (San Martino Siccomario e Gropello Cairoli) per aiutare una ventina di famiglie. Abbiamo poi iniziato un percorso di solidarietà con il personale sanitario del Policlinico San Matteo di Pavia denominato "SOLIDARIETA' DI RITORNO" dove tanti Infermieri, Medici, Operatori di Supporto stanno regalandoci cibo da donare a chi si trova in difficoltà. Insomma, ci stiamo dando da fare perché riteniamo sia giusto e perché crediamo che sia fondamentale darsi una mano, chi può, come può, mettendosi a disposizione, investendo in solidarietà.
Per concludere vi raccontiamo che ci fa piacere che il Governo Italiano abbia deciso di investire nell’Infermiere di Quartiere. Nel nostro piccolo, 5 anni fa, iniziammo un progetto in un quartiere di Pavia chiamato proprio “Infermiere di Quartiere” che poi nel tempo si è evoluto spostandosi ed arrivando dietro la stazione di Pavia per mettersi a disposizione degli ultimi di Pavia. Ecco la lettera che gentilmente La provincia Pavese ci ha pubblicato oggi.
Ringraziandovi dell’attenzione e della lettura vi auguriamo un buon pomeriggio chiedendovi di continuare a rimanere solidali.
Per darci una mano vi ricordiamo il nostro IBAN IT46R0306909606100000161660 (causale: Sostegno ai progetti di AINS onlus)
Concetta Barbato, Renza Sacchi Baroni, Giulia Dezza, Elisa Moretti, Elena Raschini, Andrea Bellingeri, Ruggero Rizzini
Volontari AINS onlus

Pavia Sanità - L'infermiere di quartiere

Quando cinque anni fa iniziammo il progetto Infermiere di quartiere con la presenza di un Infermiere due ore alla settimana in Borgo Ticino a Pavia, già allora ritenevamo importante la presenza, dopo una mappatura dei bisogni di chi abitava in quel quartiere, di un professionista della salute che si occupasse di prevenzione, educazione e cura a 360 gradi spaziando dall'informazione sull'assunzione dei farmaci, al controllo di alcuni parametri vitali (pressione arteriosa e glicemia), alla qualità e quantità alimentare soprattutto negli anziani e all'ascolto di chi aveva anche solo bisogno di parlare e fare domande.Avremmo voluto fare anche di più se solo ci fossero state le condizioni, ad esempio la presenza di un ambulatorio attrezzato per fare qualche prestazione senza rubare nulla agli infermieri domiciliari ma solo per essere di supporto e, cosa che ci è dispiaciuto molto non fare, ragionare sullo spreco di farmaci e sul perché tante persone non possono comprarli (sono tante). Noi siamo andati comunque avanti credendo nell'importanza del mettere a disposizione quello che si sa di chi è fragile e lo stiamo facendo continuando a lavorare volontariamente con un gruppo di senza fissa dimora e ora che il governo, in questo periodo di epidemia ha deciso il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali (potenziando l'assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità introducendo la figura dell'infermiere di quartiere) beh, che dire: siamo veramente contenti di questa scelta, di questo investimento importante perché l'infermieristica di strada, quartiere per quartiere, è fondamentale ed importantissima. Noi di Ains onlus ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci anche perchè il Covid-19 ha dimostrato che bisogna investire sulla medicina e sull'infermieristica territoriale. La nostra piccola esperienza ci ha fatto anche capire che un progetto come questo funziona se c'è una rete tra gli operatori sanitari e il mondo del volontariato socio sanitario: è un circolo
virtuoso che va coltivato.
Renza Sacchi Baroni, Giulia Dezza, Elisa Moretti, Andrea Bellingeri, Ruggero Rizzini. Volontari Ains onlus

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