22 ottobre 2012

Siamo forse tanto diversi?

pubblicata da Giovanni Ferma il giorno Sabato 20 ottobre 2012 alle ore 21.41

Ne avevo avuto il sentore quando stavo in Italia. Giorno dopo giorno è un pensiero che sta montando a certezza e, come tale, sta rischiarando i tasselli del mosaico che la compone.

Il Guatemala è uno dei paesi più poveri dell'America Latina. Terzo al mondo per morte infantile causata da denutrizione. I diritti umani sono ampiamente calpestati, sia contro gli indios che contro i ladinos poveri. Il presidente "democraticamente" eletto è un ex generale, tra quelli piu sanguinari della guerra civile. La terrà è tutta in mano a grandi latifondisti e altre multinazionali si occupano di distruggere il territorio per grandi opere mentre la gente muore di fame.
fotografia di Giovanni Ferma
Leggevo poco prima di partire un foglietto che diceva più o meno così: "non importa quale sia la causa che porta una comunità a star male. L'importante è aiutarla".
Bene, seppur possa capire l'alta caratura che in buona fede può portare a scrivere una frase cosi, credo che in essa stia un grave problema, comune spesso alla cooperazione. Il fatto di non interrogarsi sul perché un popolo vive una certa realtà.
Ed è proprio nel cercare di individuare le responsabilità della situazione guatemalteca che ci si ritrova a capire quella specificità di cui parlavo all'inizio. La capacità di essere un concentrato di enfatizzazioni negative del sistema che, ad un primo impatto, si mostra tanto distante da noi tanto da portarci a definirlo terzo mondo. Ad un analisi approfondita tutte quelle cause riportano sempre a individuarne le responsabilità nel sistema economico, politico e sociale di cui facciamo parte e che abbiamo imposto al continento latinoamericano.
Ecco, dico subito che non vorrei che si pensasse "il solito sinistroide che ricama la sua ideologia su una realtà che vede". Mi spiace di non saperlo fare a dovere e di non avere il tempo sufficiente per poter mostrare quello che penso, però il mio invito ad ognuno sarebbe quello di approfondire la realtà Latinoamericana (o per semplicità quella guatemalteca) per farsi un'idea propria di quelli che sono i meccanismi responsabili di tutto ciò. Sinceramente se c'è una cosa che mi da la nausea è sentire la gente che si impietosisce per la foto del bambino che non ha cibo ma che, appena si inizia a parlare del "perche" questo bambino è in una situazione simile, cambia "canale".
Ebbene, le risposte non le voglio dare io, poiché mi piacerebbe davvero che ognuno se le cercasse da se o mi esponesse le sue in modo da confrontarci. Io offro solo alcune parole chiave che mi vengono in mente a proposito... e la cosa tragicomica, e che quindi fa capire qual è la mia risposta che tanto volevo tenere nascosta :) è che ogni parola ha un filo che parte dall'america latina e giunge dritto nelle nostre case e nel nostro vivere. Nel bene e nel male.
Latifondo – ENEL – privato è meglio del pubblico – militarizzazione – risorse energetiche – grandi opere – diritto di pretendere diritti
Dicevo nel bene e nel male perché anche noi ci accorgiamo sempre più, in italia, di come ci stiamo trovando vittime di un sistema che ci priva del diritto al futuro, che sta comprimendo i diritti che ormai sono diventati una parola sporca, da non dire perché sennò sei un militante politico... però io non mi riesco a spiegare il perché di tanti miei coetanei iper laureati che non trovano uno sbocco professionale; non capisco perché la piccola borghesia si trova a dover chiudere baracca perché non c'è denaro nelle tasche dei lavoratori; non capisco perché la mia facoltà mi offre professori sempre più vecchi e sempre più inadatti... non capisco tutto questo se non stiracchiando un pò la realtà del Guatemala, dove le risposte, con un minimo di approfondimento, siamo bravi tutti a darle.
Concludo. Quando parlo con la gente mi stupisce il vedere come non siano in grado di rendersi conto di quello che gli manca. Di quello che gli viene tolto. Non riescono a sognare e a pretendere diritti, almeno qua dove sto io. Mi sembra assurdo, ma poi ripenso un’altra volta a noi in Italia. E infondo, noi sappiamo renderci conto di quello che ci stanno togliendo? Col nostro dover trovare un torto sempre in tutti; col nostro dover trovare una verità che sta nel mezzo e quindi senza mai trovarla; col nostro aver smesso di sognare senza essercene resi conto. Siamo forse tanto diversi?
Ma, tornando all’inizio, se alle esagerazioni del Guatemala ci sappiamo ancora indignare tanto, non dovremmo forse smettere di cercare soluzioni moderate e fare sogni un po’ più esagerati?!
"crea un'utopia per far spazio a un'idea"
ps. piccola postilla. il Guatemala è uno dei pochi paesi dell'America Latina a non avere mai rotto con il periodo delle ricette di austerità e liberismo degli anni 80' e 90'. E' anche l'unico paese a non aver visto diminuzione della disuguaglianza in questi ultimi dieci anni. Ci sarà un motivo.





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