1 gennaio 2009

Le ragazze. Mazatenango

di Concetta Malvasi

La comunità è abbastanza lontana dalla città, vi si arriva dopo una buona mezz'ora di cammino. La strada per arrivare al paese non è asfaltata è esposta al sole sole caldo, che ti brucia la pelle pochi alberi, troppo pochi per potersi permettere
una passeggiata e non scottarsi. Siamo chiusi in questa comunità grande, molto grande enormi spazi per 33 persone
c'è il campo di basket dove ogni tanto le ragazze
si sgranchiscono le gambe abbiamo giocato con loro
buttando sudore per tutti gli angoli del campo abbiamo riso con loro che si facevano sotto senza nessuna paura...
grande cucina dove abbiamo mescolate pietanze diverse
dove abbiamo annusato odori diversi peperoncino e aglio, menta e camomilla cipolle e sedano, fagioli fritti e tortillas di mais....abbiamo mescolato le culture per fare un grande pranzo,,, al mattino alle cinque.....sveglia giù dal letto a prendersi una sana doccia prima del travaglio quotidiano
che inizia con colazioni e sorrisi canti e strette di mano...
ho voglia di dormire ancora ma le ragazze mi buttano fuori dal letto vociando.....in spagnolo.........attenzione.....vi capisco....madre antonietta è già ai posti di comando e dirige le operazioni del risveglio...ognuna delle ragazze ha il suo lavoro le ragazze vanno dagli otto ai diciasette anni di età...
Mara viene da molto lontano da una famiglia disgregata
ha sei fratelli quando i genitori si divisero lei scappò di casa
e venne in comunità vive qui da sette anni e non vuole più andare via. Lourdes ha dodici anni mi sembra più grande della sua età è minuta, grandi occhi malinconici bocca serrata
non vuole parlare. Fabiola ha un sorriso vivace
sembra che voglia prenderti in giro...Yoselyn ha otto anni
ride, parla, corre, salta e non vuole imparare a leggere.
Le altre, tutte le altre hanno dolci sorrisi ma dietro ogni sguardo si nasconde la pena per quello che hanno sofferto...
ora sono qua, sanno che possono ricominciare a sperare....
sanno che se si impegnano possono ancora avere un futuro diverso non sempre è facile dimenticare il passato
ma , lei, la più grande, infonde speranza con modi autorevoli insegnando che il lavoro e lo studio possono essere le armi migliori uniti alla fiducia.
Si alzano presto, ci sono tanti lavori da fare
il ritmo della comunità diventa veloce già dalle cinque del mattino
e lei, la più grande,
è la prima a correre
e lei, la più grande
è la prima ad iniziare ogni lavoro.
Insieme, tutte intorno al tavolo
mangiano svelte
ma parlano anche
è il primo momento della giornata
in cui ci si confronta
poi ognuna va
chi a scuola, chi al lavoro
e poi tutte si ritroveranno alla sera
per discutere ancora, per ridere ancora
e insieme concludere il giorno
e pensare al sonno ristoratore.

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