8 giugno 2011

Addio, monti...'Giornata mondiale dell'ambiente'...



"Addio, monti, sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi e' cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali disitngue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti; Addio!..."


(Alessandro Manzoni, 'Promessi Sposi, Cap VIII).



Con queste memorabili righe il Corsera di oggi (6 giugno 2011) apre la sua copertina, e rivolge ai lettori un invito alla riflessione profonda circa lo stato di salute del nostro Pianeta.
Una copertina 'ad hoc', molto significativa, non solo per le struggenti note del canto di Lucia; in primo piano, infatti, campeggia il nostro Pianeta, la Terra, ritratta a forma di mela ma con un' evidentissima cicatrice, di lato, a trapassare interi continenti; alle spalle il buio assoluto dell'universo spazio. Michelangelo Pistoletto, l'autore dell' immagine, titola questa sua creazione 'La mela reintegrata'.
C'è una via di fuga in questa suo nominare, oggi, in cui il mondo dovrebbe ricordare il valore del capitolo 'Ambiente'; oggi Giornata mondiale dell'ambiente.
Nonostante tutto c'è una via di fuga. Un'esortazione a invertire la rotta fin qui condotta in malo modo, in modo incerto e troppe volte deleterio, scostante, senza linea d'orizzonte.
Nonostante le violenze che il sistema economico fin qui conosciuto e fondato sullo sfruttamento selvaggio della Terra e sul saccheggio delle riserve naturali ha prodotto e continua a produrre senza sosta.
Nonostante l'alterazione dell'acqua e dell'aria, nonostante il grido dei mari e degli Oceani, nonostante le lacrime copiose delle foreste abbattute, violate nella loro intimità.
Nonostante la fame e la guerra, scandalo del nostro quotidiano.
Nonostante una cultura fondata solo sull'ideologia del mercato, dell'accumulazione e della ricerca del profitto senza remore, senza battute d'arresto, senza respiro.
Nonostante tutto una via d'uscita c'è, si puo' trovare, si puo' costuire.
Divangando un attimo dall'ordine del discorso. Questa Terra a forma di mela è fissata nello scatto fotografico sul continente Americano, il cosiddetto 'Nuovo Mondo'.
Vorrei che non fosse un'istantanea casuale.
Il Nord America, nei secoli recenti, volano di millanta luci e, per contro, conseguente reattore nell'avvelenamento del mondo intero: nascere, consumare, difedere con armi di ogni potenza e capacità distruttiva i privilegi dei pochi e dei più, e morire sazi ma senza idee, senza pensiero, senza una dote di pulizia da lasciare in eredità ai posteri. Senza futuro. Sul ciglio dell'auto-distruzione. Pendenti, naviganti un po' folli, come audaci equilibristi in cammino su un filo di seta trasparente, sempre più labile e sfilacciato.
E il Centro, l'istmo che collega, e il Sud America come paradigma massimo dello sfruttamento totale: dell' essere umano (la schiavitù, le schiavitu': ieri catene e ferri, oggi catene della moneta di conto, dell'FMI o della Banca Mondiale,... ) e delle foreste che qui trovano gran parte della loro collocazione vivente, della loro beltà nel farci respirare, nel produrre ossigeno, polmoni per la purificazione da ogni inquinamento.
Una ricerca mostra, in colore rosso acceso, le zone del mondo vittime della de-forestazione: c'è anche un puntino nella Mesoamerica che fu, ci riguarda, si tratta del Guatemala. Ancora una volta, per questo paese, un fatto negativo. Uno dei tanti che si aggiungo alla sequela di quelli precedenti. Quanto valore acquista sostenere, oggi, adesso, chi sta lottando in queste ore, in questi giorni, contro l'ENEL, una delle più grandi imprese italiane che sta partecipando al saccheggio del Guatemala. Azionista impunito, compartecipe nei dividendi sottratti con la forza e l'inganno e con l'appoggio degli oligarchi di sempre, di questa macchia rossa.
Senza vergogna, senza ritegno, nel silenzio generale di tutti. ( si legga l'intervista a sara Boccacci pubblicata sul nostro blog e si guardino le sue fotografie pubblicate sul sito di Repubblica.it)
Una via d'uscita c'è. Ma è radicale nei suoi risvolti. E passa dal vivere quotidiano nel respingere comportamenti fin qui ritenuti consuetudinari.
Nel concepire ogni giorno come 'Giornata dell'ambiente', senza aspettare il cerimoniale annuale.
Nel piantare due piante in più davanti all'abbattimento di una.
Si chiama 'stile di vita'; si legge alla voce 'sobrietà' e si declina al lemma 'solidarietà'. Rispetto dell'ecosistema e dei suoi abitanti, vegetali, animali, animati e inanimati.
Significa sostegno alla ricerca e alla scienza della terra dalla quale, un giorno, speriamo presto, usciranno forme formule nuove per la realizzazione di energia. Dalla Materia di cui tutti noi siamo fatti. E si aprirà una nuova era dell'Umanità, in cui, forse e davvero, giustizia e pace si abbracceranno.
La Terra ,di fatto, 'siamo noi'.

'Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi
nella sua galoppata verso il mare,
nella sua ressa d'armento sotto i gioghi
e i contrafforti dell'interno, vista
nel capogiro degli spalti, fila,
luce, fila anni luce misteriosi,
fila un solo destino in molte guise,
dice: "guardami, sono la tua stella"
e in quell'attimo punge più profonda
il cuore la spina della vita.
Questa terra toscana brulla e tersa
dove corre il pensiero di chi resta
o cresciuto da lei se ne allontana'

(Mario Luzi, 'Dalla Torre')



emanuele chiodini, ains onlus

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