6 giugno 2008

Mass-media e volontariato, conoscersi per capirsi.

di Daniela Scherrer, il ticino, 2 febbraio 2008


Mass-media e mondo del volontariato. Non sempre (o forse sarebbe meglio dire “quasi mai”) il rapporto è semplice.
Da una parte l’universo mediatico sempre alla ricerca di notizie che “fanno vendere”; dall’altra un piccolo mondo silenzioso, poco propenso a far rumore per indole propria, a volte però anche impreparato quando si tratta di gestire i rapporti con i media. E allora è facile capire perché il rapporto rischi di diventare difficoltoso.
Proprio per cercare di favorire il contatto tra il mondo del volontariato pavese e il giornalismo il Centro Servizi del Volontariato di pavia, unitamente ad AINS, ha promosso il ciclo di tre incontri “Media e volontariato” con l’intento di favorire l’incrocio di esigenze e aspettative da parte dei due mondi. E sono stati appuntamenti senza dubbio utili per entrambe le parti. Primo ospite è stato Giulio Giuzzi, vice direttore de “Il Giorno”, che ha tracciato un quadro introduttivo del rapporto in questione, citando anche cifre e statistiche. Che le notizie del mondo del volontariato non facciano vendere copie di giornale è risultato dato inconfutabile, anche se proprio Giuzzi era stato artefice di un’iniziativa sul Giorno per ampliare lo spazio dedicato al volontariato. Che peraltro a Milano, con personaggi del calibro di don Mazzi, spesso fa anche notizia. Il secondo incontro ha visto l’intervento di Roberto Torti, caporedattore de “La Provincia Pavese” ed è stato un confronto schietto, anche abbastanza vivace, che ha fatto il punto su un dialogo non sempre facile tra il volontariato pavese e il quotidiano locale. Un incontro comunque che ha consentito al caporedattore Torti di raccogliere le istanze delle associazioni e al mondo del volontariato di accostare un giornalista estremamente disponibile. Il ciclo di appuntamenti è stato concluso sabato 26 gennaio da don Franco Tassone, direttore de “il Ticino” ma anche responsabile della Casa del giovane.
Numerosi sono stati gli apprezzamenti giunti dal mondo dell’associazionismo pavese al suo operato nella veste di direttore di un giornale che apre volentieri le sue porte al volontariato. E don Franco ha sottolineato la volontà di incentivare il rapporto con le associazioni, invitandole però anche a dare un’immagine di maggior unione interna per acquisire di conseguenza più “forza” mediatica. E a mettere il giornalista nelle condizioni di poter effettuare un buon servizio magari attraverso un comunicato stampa correttamente impostato. Al termine dell’intervento in tutti i presenti è emersa la volontà di non esaurire con questo ciclo di appuntamenti il dialogo su un argomento che ha riscontrato interesse. Il passo successivo sarà presumibilmente quello di dare vita a un corso di formazione giornalistica per gli operatori del volontariato. Nel frattempo, comunque, tendere la mano all’altro su entrambi i fronti è stato un primo passo importante, soprattutto perché ha consentito a ciascuno dei due mondi di penetrare un po’ più in profondità l’altro comprendendone le virtù, ma anche le difficoltà e le problematiche. E spesso conoscersi significa anche cominciare a capirsi meglio.

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