6 giugno 2008

Nella miseria delle favelas

Mi chiamo Lucia. È giunto il momento di condividere con i suoi lettori la mia esperienza di volontariato in Brasile. Che mi ha cambiato la vita.
Tutto è iniziato due anni fa. Cuore pulsante delle città in cui sono stata sono i bambini. Un mondo di bambini!
Qui da noi, nelle nostre belle città e nella splendida Italia, bisogna entrare in una scuola per vederne tanti, tutti insieme. Nel terzo mondo basta invece camminare per strada per incontrarne a migliaia.
Lì ho scoperto che cosa veramente conta nella vita. Ma lì, purtroppo, ancora oggi si muore di fame! La povertà “urla”, ed è necessario che impariamo ad ascoltarla e a darle una risposta.
Ho avuto la possibilità di toccare con mano la miseria delle favelas: è un pugno allo stomaco, che suscita un profondo senso di colpa e ti fa dire:”come può un essere umano vivere in quelle condizioni?”.
E noi? Sempre alla rincorsa e alla ricerca dell’ultimo modello di auto, di cellulare,di abbigliamento… perché l’unica cosa che conta nella ricca europa è apparire e avere, dimenticando ogni giorno di più l’importanza del nostro essere. E’ una vergogna per i “grandi della terra”, ma anche per tutti noi che viviamo nel benessere, accettare la povertà, la miseria e la fame di tanti esseri umani, soprattutto bambini.
Non avrei voluto inviarle questa lettera, perché ritenevo la mia esperienza un fatto molto personale, ma sbagliavo! È necessario, invece, che io testimoni quel che ho visto; è un dovere morale per me, e lo devo anche ai tantissimi poveri che ho incontrato e che porto nel mio cuore.
Lucia di Bergamo [Pubblicato su famiglia cristiana n.4/2008]


"Ma sopra tutte le invenzioni stupende, quale eminenza di mente fu quella di colui che si immaginò di trovare modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benchè distante per lunghissimo intervallo di luogo e tempo? [...] Sia questo il sigillo di tutte le ammirande invenzioni umane". (Galileo Galilei)
Entrare in libreria o in biblioteca, scorrere con gli occhi lo scaffale, tendere la mano a toccare la carta, saggiarne le consistenza, sentirne l'odore, sillabare nella mente i titoli andando a zonzo nel tempo e nei luoghi, con i sensi incantati nel corpo immobile... Questo ci accomunava.Ci accomunava l'idea che leggere fosse come abbeverarsi in un giorno caldo e arso: al contempo una necessità ed una fonte di piacere. Piacere che diventa sublime, quando a dissetarci sono pagine scritte per raccontare storie piccole, dense come ghiaccio, che si sciolgono in gola e si dilatano o cose sognate e poi viste o ancora i frutti di pazienti studi... Libri difficili da trovare. Ci accomunava il desiderio di poter dare spazio e voce agli autori che lo sono loro malgrado, a chi non ha velleità di scrittore ma scrive in omaggio alla condivisione del sapere e del sentire.I viaggi sono sempre stati raccontati ma cosa sappiamo dei marinai di quelle caravelle che cambiarono la storia dei popoli? E dei maya che costruirono le piramidi? Cosa delle loro vite? Percorriamo le segrete di un castello e sentiamo che dalle mura, con l'odore di muffa, trasudano echi di voci: la storia delle vite trascorse lì dentro intride l'aria ma ne conosciamo solo l'inchiostro che siglò accordi di potenti. Il gusto di sapere o di voler sapere anche "l'altra parte" delle storie ci accomunava.Abbiamo accarezzato a lungo il sogno di "concretare i sogni", di poter "toccare le parole": STAMPE AINS è il frutto del desiderio. Stampare libri, libricini, libroni e libracci, purché si racconti e purché le parole siano ristoro del lettore. E' intenzione di AINS pubblicare scritti che rispettino lo spirito fondante dell'Associazione, fuori da schemi che la leghino ad un preciso indirizzo editoriale, purché si diffonda piacere. I libri, ed è cosa che va al di là delle nostre decisioni, si vendono. Le logiche di mercato sono imprescindibili. Tenuto conto di questo, AINS finanzia la pubblicazione dei libri e quindi investe la quota dei proventi delle vendite ad essa spettante, nelle proprie attività.L'Associazione, come l'uomo del logo, va verso STAMPE AINS seguendo l'indicazione della freccia, perchè STAMPE AINS è l’omaggio all' ammirando invenzione umana di cui parla Galileo.

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