8 aprile 2011

El Poshte: terzo, quarto e quinto incontro nelle scuole pavesi

Nel marzo scorso abbiamo incontrato gli alunni delle classi terze,quarte e quinte delle scuole elementari di San Martino Siccomario. Durante questi incontri è stato presentato il documentario “Un cammino lungo un giorno", realizzato da Filippo Ticozzi e Nicola Grignani nell’Ottobre scorso. Un 'corto' per illustrare la giornata tipo di un bambino guatemalteco. Nello specifico, la giornata di un bambino residente in un villaggio di campesinos, El Poshte, situato sulle montagne limitrofe all'aldea di El Rancho dove Ains segue e promuove da anni il progetto di sostegno scolastico presso il Liceo 'San José'. Nello svolgersi di questi appuntamenti abbiamo appositamente evitato di parlare in modo esplicito di 'povertà' poiche' l’obiettivo del documentario non è quello di suscitare del facile pietismo utilizzabile, all'occorrenza, per promuovere raccolte di fondi. No, a noi interessa far comprendere come, pur nascendo liberi ed eguali come tutti e in qualsiasi parte del pianeta, vi sono alcuni, bambini nel nostro caso, che partono non alla pari, e chiaramente svantaggiati, rispetto ad altri più fortunati. Una fortuna che sovente non viene nè apprezzata, ne' analizzata. Un bimbo che nasce in un villaggio di campesinos, per certi aspetti, deve lottare ancora di più per poter affermare la propria esistenza. Ecco perche' il documentario si preoccupa più di interpellare il 'nostro' bambino, quello italiano, occidentale, che vede il filmato, che vive in un contesto decisamente più agiato e dove non gli manca nulla, affinchè in esso possano sorgere domande e interrogativi. Il villaggio che scorge dalle immagini, comunità di evidenti dimensioni a misura d'uomo, mette in chiaro, a fianco di un vivere sempice e con pochi mezzi, aspetti di serenità e vivibilità ormai difficilmente riscontrabili nelle pieghe delle nostre società occidentali. Dunque far conoscere ai nostri bambini, attraverso l'impatto visivo, le modalità di vita di alcuni loro coetanei raccolti sulla cima di un 'cierro' posto a 10 mila chilometri di distanza dall'Italia; e allargare l'orizzonte di ciascuno verso angoli del pianeta ai più sconosciuti e verso clamorose situazioni di bisogno, presenti, oggi più che mai, in un mondo fortemente reso diseguale e dagli equilibri precari. E allora la visione è diventata un momento di comune riflessione e di stimolo che si è concretizzato in decine e decine di domande.Eccone un saggio. Che lingua parlano? Cosa mangiano a colazione? Che cosa sono quelle cose nere (fagioli) che il bambino sta mangiando appena sveglio? Perché prima di andare a scuola dicono di andare a raccogliere la legna e dopo la scuola vanno a zappare la terra dove coltivano il mais? Perché la bambina dice che da grande vuole lavorare pulendo e lavando i vestiti? Cosa sta facendo quella donna con tra le mani una cosa rotonda che prende a sberle (tortillas)? Perché nella stanza con i banchi tutti i bambini studiano insieme mentre qui da noi siamo in classe tutti della stessa età? Ma vivono nel bosco?Giocano veramente con il maiale? Ma io gioco con la playstation. Loro non ce l’hanno? Un tacchino! un pollo! Ma sono veramente in casa con loro? Tagliano la legna con quella spada (il machete). Ma se si fanno male c’è l’ospedale? Perché nel lavandino vuotano l’acqua con la scodella? Non hanno il rubinetto? Perché la bambina dice di voler andare in città perché c’è la luce? Perché mangiano accendendo la candela? Rispondere a queste domande significa aver raggiunto il nostro scopo: un breve documentario che ha colpito nel segno, fatto pensare i bambini presenti, li ha stimolati a porre domande e a riflettere su cosa hanno visto. Sarà forse poca cosa? Chissà! La nostra speranza e' che tra 5 o 10 anni questi bambini italiani, del nostro paese, San Martino Siccomario, si ricordino di ciò che hanno visto e pensino che in giro per il mondo c’è chi, alla loro stessa età, ha poco o nulla o molto meno da condidere rispetto a quello che essi dispongono normalmente . Intanto, noi continueremo ad andare ad incontrare i ragazzi e i bambini delle scuole pavesi proponendo questo video, questo messaggio, questa visione come momento di comune riflessione, come atto concreto per sensibi lizzare le coscienze di ciascuno, piccoli e grandi, e per far sì che si possa sempre meglio comprendere l'irrinunciabile valore universale della solidarietà. Chi fosse interessato alla nostra proposta, o volesse organizzare una presentazione presso la propria scuola può rivolgersi a Ruggero Rizzini (cell. 339 2546932) Ruggero Rizzini per ains onlus Ainsonlus.blogspot.com

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