29 marzo 2009

Un pomeriggio con Daniela Sangalli

di Emanuele Chiodini

Daniela Sangalli è l'autrice insieme a Marco Dal Corso di "Un popolo di martiri - testimoni della fede in Guatemala" (ed. EMI, 2008), testo che è stato presentato presso la libreria "Il Delfino" di Pavia nel pomeriggio di sabato 14 marzo scorso.L'organizzazione di questo appuntamento, questa volta di carattere culturale, è stata predisposta dalla nostra associazione; abbiamo voluto così ascoltare una voce preparata e interessante come quella di Daniela Sangalli per incrociare esperienze di viaggio e racconti, i suoi e i nostri, accumulati negli anni sul terreno della solidarietà verso il Guatemala.Il tardo pomeriggio nella libreria di Piazza della Vittoria corre via verso il calar della sera tranquillamente in un clima dialogante e di aperta attenzione delle persone presenti certamente incuriosite dalle parole dell'autrice. E, allo stesso tempo, incuriosite per cercare di capire qualcosa in più di questo paese del Centro America perlopiù nascosto dalle cronache ordinarie dei mezzi di informazione.Venendo al libro, principale oggetto della nostra discussione.Questo testo è stato concepito e realizzato per tenere viva la memoria in occasione del decimo anniversario della morte di mons. Juan Gerardi (assassinato dalla violenza militare il 26 aprile 1998), il vescovo titolare della diocesi di El Quichè ai tempi sanguinosi della guerra civile e promotore negli anni seguenti alla firma degli accordi di pace (1996) dell'importante documento di riconciliazione nazionale attinente alla ricostruzione storica dei fatti "Guatemala Nunca Mas".Questo libro, redatto dopo alcuni viaggi e un accurato lavoro di conoscenza della realtà locale, mira a mettere in evidenza alcune figure, semplici e ignorate dai mezzi di comunicazione sociale, quali catechisti e operatori della pastorale che hanno donato la vita per i fratelli in un periodo, come pr ima si ricordava, molto travagliato della storia guatemalteca.Le voci che si possono ascoltare da queste righe sono quelle, per citare alcuni esempi salienti, di Helen Mack sorella di Myrna Mack assassinata semplicemente per aver svolto il suo lavoro di antropologa; di Josè Puac che lavora attualmente presso l'Ufficio Diritti Umani della Diocesi di Città del Guatemala; dello scrittore guatemalteco Dante Liano, insegnante in Italia presso l'Università Cattolica di Milano e di mons. Alvaro Ramazzini vescovo di San Marcos autore della prefazione e dell'avvincente e significativa post-fazione del libro stesso.E' un libro che narra, attingendo a piene mani dal titolo medesimo, della condizione di vero martirio (testimonianza) della Chiesa locale. Una Chiesa che si è spesa, nei decenni e pagando col prezzo del sangue, per pacificare il paese e per ricostruire un clima di giustizia sociale messo in mora dagli anni del conflitto. Un Chiesa che ha operato ( e opera) per costruire un cambiamento nelle coscienze e nella dimensione sociale tormenta tutt'ora dagli effetti di quegli anni.E'un libro che si rivolge a noi di Ains "operatori laici di solidarietà" - come amiamo definirci - ma anche a tutti coloro che manifestano una certa sensibilità verso le problematiche dell'America Latina, aperti ad approfondire - nello specifico - i risvolti storici del Novecento del più volte citato Guatemala.Da ultimo, all'interno del testo si puo' trovare la traduzione italiana, sottoforma di uno stralcio, dell'edizione spagnola del documento "Dieron la vida 2" vera e propria raccolta di testimonianze del periodo del genocidio durato la bellezza di 36 anni, dal 1960 al recente 1996.Chi è Daniela Sangalli? Una donna che è stata, qualche anno fa, volontaria in Ecuador con i Salesiani del VIS (volontariato internazional e per lo sviluppo), in Guatemala almeno tre volte, e ha collaborato per due anni con il centro unitario missionario di Verona nell'èquipe oragnizzatrice - sezione America Latina - dei corsi di formazione per missionari e laici. Dal 2000 scrive per il mensile del CUM "Noticum", e ne cura l'aggiornamento del sito, per le notizie e gli approfondimenti sull'America Latina.Un grazie di cuore a lei per la sua disponibilità ad aver accettato la proposta del gruppo di Ains di presentare il libro nella nostra città e un grazie sentito anche agli amici della Libreria Delfino per averci ospitato e per aver dato un contributo importante alla buona riuscita di questo appuntamento.Naturalmente, dopo tutte questo parole, consigliamo a tutti la lettura del libro. Grazie.

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