25 ottobre 2009

URGENTE HANNO ASSASSINATO FAUSTO OTZIN AVVOCATO MAYA DI COMALAPA COLLEGA E AMICO

Riceviamo e pubblichiamo questa mail dagli amici dell'associazione REKKO7 di Ravenna:

Care amiche e cari amici,ritengo giusto inoltrarvi questa lettera che viene dal Guatemala.Infatti, Alessandra Vecchi, che me l'ha inviata, è una nostra cara amica italo-guatemalteca, molto impegnata (assieme al marito Arnoldo e al figlio) nel movimento per la difesa dei popoli indigeni e per il riscatto dei poveri del Guatemala.A nome del nostro Centro Studi Juan Gerardi ho già inviato ad Alessandra il nostro cordoglio.Ma credo che sarà gradito, per lei e per la sua associazione, ricevere numerosi messaggi di solidarietà.Chiunque si senta di farlo, quindi, le scriva.
Grazie
Pippo
Carissimi:
con profondo, immenso dolore vi mando questa notizia. Fausto Otzin, come dice il comunicato di Waqib Kej, era un avvocato maya di 32 anni assasinato sabato scorso, 17 ottobre a San Juan Comalapa, Guatemala.

Fausto era un mio collega di lavoro nell'Associazione dei Sindaci e delle autoritá maya AGAAI ed era uno dei piú cari amici di Arnoldo.

Assieme ad Arnoldo e ad altri cari compagni di Comalapa, ha fondato AJESA che é il nucleo della Coordinadora Juvenil di Comalapa.

AJESA (Associazione di giovani in solidarietâ e Appoggio ) é un' associazione che si inizió a formare a Comalapa nel 1988, quando ancora era assai lontana la firma degli accordi di pace. E' una associazione nata tra giovani vittime della violenza repressiva dell'esercito: alcuni hanno visto uccidere i propri genitori, i propri famigliari, altri li hanno visti scomparire, e aggiungersi alla lista dei desaparecidos, altri hanno accompagnato, ancora bambini, le proprie madri quando stava sorgendo CONAVIGUA (l'associazione delle Vedove del Guatemala) ed hanno lottato contro il reclutamento militare forzoso. Tutti hanno agito e stanno agendo con coscienza, con intelligenza, con coraggio nel loro ambito di lavoro, continuando la lotta iniziata da bambini per una Guatemala piú giusta, senza razzismo, senza violenza, senza repressione militare.

Il loro motto é: ci temono perché non abbiamo paura. Non abbiamo paura di parlare con la veritá, non abbiamo paura di rivendicare i nostri diritti come popolo maya, non abbiamo paura di denunciare i corrotti, i razzisti, i violenti, gli assassini, i ladri; non abbiamo paura di lottare contro le miniere d'oro a cielo aperto che avvelenano col loro cianuro le nostre terre, non abbiamo paura di organizzarci e di organizzare.

Fausto, oltre alle attivitá descritte negli articoli e comunicati come difensore dei diritti del popolo maya, ha diretto lo scorso anno, come consulente dell'AGAAI, il II Incontro latinoamericano di governi municipali in territorio indigeno- Kychemb'il. Il tema era il diritto all'acqua, a quell'acqua che le miniere rubano o avvelenano, a quell'acqua che le multinazionali privatizzano e che imprese estere, come l'ENEL, rubano per generare elettricitá che mai arriverá a chi ne ha veramente bisogno.

Lo hanno ucciso nel suo paese, in un centro urbano abitato di 20000 abitanti. Lo hanno rapito, dopo una riunione familiare a casa di suo zio, lo hanno torturato, lo hanno colpito ripetutamente nella testa con il machete, lo hanno denudato e lo hanno buttato in un canale di scarico in un burrone accanto alla piazza centrale del paese. Una morte terribile che porta con se un messaggio assai chiaro: deve essere distrutta la testa di chi é intelligente, di chi osa pensare, di chi osa opporsi al potere del narcotraffico, della mafia, dei militari, dei governanti corrotti.

Una morte che ricorda in Guatemala i momenti peggiori del Conflitto armato interno e in Italia, l'agire della mafia o della camorra.

Una morte che a tutti noi della Coordinadora Juvenil di Comalapa, a tutti noi dell'AGAAI, a tutti noi che siamo parte di Waqib Kej ci rafforza ancora di piú a continuare, a non desistere.

Alessandra Vecchi,
(alevecchi@intelnett.com)

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