11 luglio 2010

Infermieristica nelle missioni umanitarie


Una delle prerogative dell’assistenza è proprio quella di prestare soccorso alle popolazioni bisognose di aiuto a vario titolo.
Durante le calamità naturali, o peggio ancora durante le guerre, le popolazioni tutte generalmente si stringono solidamente attorno a quelle colpite, e le assistono come possono.
L’infermieristica non è da meno, ed è una professione richiestissima durante le maxiemergenze suddette, ma soprattutto nel post-emergenza, dove bisogna “ricostruire”, o costruire da capo, dove non c’è mai stato niente.
Prendendo spunto dalla stretta collaborazione con l’Associazione Infermieristica Transculturale (
http://www.infermieristicatransculturale.com/) ed il Collegio Ipasvi di Roma che hanno promosso un riuscitissimo evento formativo Ecm dal titolo “Integrazione negli scenari emergenziali: il ruolo dell’associazionismo sanitario” lo scorso 27 febbraio 2010 e in replica il 10 maggio 2010, abbiamo ascoltato le bellissime ma altrettanto dure esperienze di Emergency (http://www.emergency.it/) nell’ospedale di Kabul (reclutamento alla voce “lavora con noi”), differenti ma dalla mission comune da Medici Senza Frontiere (www.medicisenzafrontiere.it , reclutamenti alla voce “parti con noi”) di cui ci forniva le esperienze infermieristiche nel recente dramma di Haiti.
Ma molte sono le realtà che partecipano con opere di volontariato all’assistenza alle popolazioni svantaggiate o di guerra, con personale infermieristico; senza pretesa di esaustività, elenchiamo l’importantissima e storica Croce Rossa Italiana (
http://www.cri.it/) con i numerosi corpi di volontari e militari, con missioni in Italia e in terre straniere, oppure la Protezione Civile (http://www.protezionecivile.it/) per la preziosa presenza capillare sul territorio nazionale, anche se sembra non recluti direttamente personale infermieristico o sanitario, pur avendo un “servizio rischio sanitario” nell’organigramma ufficiale.
A tale scopo, invece, e a stretto contatto con la Protezione Civile, esiste Cives (
http://www.cives-onlus.org/), istituita nel 1998 per volontà della federazione nazionale Collegi IPASVI, ora torna a pieno regime e supporto per attività di Protezione Civile ed emergenze sanitarie in Italie e all’estero. Purtroppo, però, sono attualmente attivi pochi nuclei provinciali.
Smile Train Italia (
http://www.smiletrain.it/) reluta infermieri per missioni mirate alle popolazioni del Congo, con particolare predilezione a bambini con malformazioni da labiopalatoschisi; ProjectAbroad chiede sostegno con offerte di viaggi solidali in quasi tutto il mondo (www.projects-abroad.it/destinazioni/cambogia-volontariato-estero per un viaggio solidale sanitario in Cambogia, ma anche in Senegal, se preferite); Chaaria Mission Hospital (Kenia) ci arricchisce dal blog http://chaariahospital.blogspot.com/), ma se vi ricordate, l’avevamo anche recensito sulla homepage del nostro sito lo scorso anno, e l’autrice del sito è la collega Nadia Monari.
Si chiude la rassegna, per mancanza di spazio a disposizione, con l’Ains, l’associazione pavese storica, nata da Infermieri, che realizza progetti sociali, sanitari ed edilizi in Guatemala (
http://ainsonlus.blogspot.com/)


A cura di Fabrizio tallarita
Webmaster del Collegio Ipasvi di Roma
webmaster@ipasvi.roma.it

Pubblicato su INFERMIERE OGGI,
periodico di idee, informazione e cultura del Collegio IPASVI di Roma n.2, aprile/giugno 2010

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