21 agosto 2011

PIÙ CITTADINI E MENO CONSUMATORI

Per vivere felici e solidali

Oggi veniamo considerati sempre meno cittadini e sempre più consumatori. Viviamo immersi in un sistema consumista che sta dominando totalmente la nostra realtà quotidiana. Considerato, oggi, da vari sociologi non più solamente consumista ma iperconsumista, facendoci approdare alla stagione degli ipermercati o shopping center. Qualche esperto lo definisce addirittura “consumerismo”, ossia tutto gira attorno ai consumi. Basti dare uno sguardo al documentario, chiamato “la storia delle cose” (lo si può vedere mediante you tube), per rendersi conto che siamo davvero di fronte ad un sistema tutto concentrato, dal mattino alla sera e da lunedì alla domenica, a farci girare attorno alle tante cose che bisogna prima di tutto desiderare e poi possedere.

Stiamo passando dai diritti e doveri del cittadino ai desideri e acquisti del consumatore. Il cittadino viene ridotto quindi ad essere solamente un tubo digerente che deve ingoiare sempre più prodotti, anche se non ne ha necessità, costretto addirittura ad ammalarsi di obesità.
É impressionante notare che nel mondo abbiamo circa un miliardo di ipernutriti e obesi, e quasi un miliardo di denutriti e affamati. È bene ricordare che la fame e l'obesità globali sono sintomi dello stesso sistema problema ed effetti dello stesso sistema iperconsumista, il quale fa ammalare non solamente le persone ma anche l'ambiente. Infatti, il consumatore viene legato dal supermercato alla fogna, ossia deve inghiottire avidamente una tale quantità di merci che poi vanno finire nella fogna, inquinando altamente l'ambiente e facendo ammalare la gente.
Come è possibile ridurre la persona umana ad un tubo digerente? Siamo di fronte ad una questione antropologica che deve preoccupare tutti e che deve darci coraggio per dire ad alta voce che la persona umana non può mai essere considerata un mero consumatore e basta. Questo significa distruggere la persona umana, strappandole il suo essere e costringendola a svolgere un ruolo che non gli appartiene e che conduce alla sua morte.
Questo sistema è arrivato fino al punto di esigere che ogni persona diventi un consumatore potente, altrimenti verrà denunciato come un consumatore difettoso, accusandolo di essere la causa della disoccupazione, perché non consumando in maniera potente riduce il PIL e blocca la crescita illimitata di questa economia di mercato, riducendo la produzione e quindi facendo licenziare i lavoratori.
No, non possiamo più accettare questo iperconsumismo che fa male a tutti: alla gente, all'ambiente ma anche alla stessa economia. Diceva bene un grande vescovo brasiliano, Mons. Pedro Casaldaliga, che questo sistema non è solamente omicida ma anche suicida.
Bisogna capovolgere la situazione: da consumatori a cittadini. Dobbiamo impegnarci per recuperare la cittadinanza che pone come priorità la vita del cittadino e non del consumatore.
Oggi c'è un lavoro prezioso di ricerca e di attuazione dei nuovi indicatori di benessere per non essere più sotto il regime dell'unico indicatore che è il prodotto interno lordo (PIL). Ecco allora il FIL (la felicità interna lorda) che pone la priorità sulla felicità della persona e non tanto sulla quantità di cose possedute e consumate. La felicità è frutto della dignità umana, ossia far crescere il cittadino con diritti e dovere. I diritti che rivelano le grandi esigenze e dimensioni della vita umana che non si possono emarginare e tanto meno eliminare. I doveri che sono i percorsi per poter custodire e globalizzare la dignità per ogni persona e ogni popolo, come cittadini del mondo.
L'economia di felicità esige che l'economia, oggi soprattutto la finanza, riprenda finalmente questa priorità della cittadinanza, per poter dare ad ogni cittadino il sufficiente che gli garantisca la possibilità di raggiungere tutti gli altri obiettivi fondamentali della sua vita. Come, per esempio, dedicarsi alle relazioni sociali e umane che sono essenziali per l'obiettivo della felicità della vita, senza più essere annegato nel mare del consumismo.
E allora, più cittadini e meno consumatori!

Padova, 7 agosto 2011
Adriano Sella
(missionario e discepolo dei nuovi stili di vita)
e-mail: adrianosella@virgilio.it





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