21 aprile 2010

LESIONI, INFERMIERE PAVESE UNO DEI 30 MASSIMI ESPERTI

Bellingeri del S.Matteo unico italiano che redigerà una guida

Nuovi passi avanti nella frontiera delle cure delle lesioni da decubito che solo in Italia interessano 500 mila persone e il 13-15% dei ricoverati negli ospedali. Fondata nel ’93 proprio a Pavia, l’AISLeC, Associazione italiana per lo Studio delle Lesioni Cutanee, ha partecipato infatti alla stesura di linee guida internazionali universalmente riconosciute per affrontare sempre più incisivamente cura e prevenzione delle lesioni da pressione, degli arti inferiori, vascolari, del piede diabetico e ustioni. Due commissioni, una europea e una americana, si sono riunite per dare vita all’importante documento che sancisce un passo avanti significativo nel “wound care”, come viene definito a livello mondiale. E tra i 30 esperti chiamati a redigere la guida, come unico italiano, c’è il fondatore dell’AISLeC, Andrea Bellingeri, che fa l’infermiere al san Matteo nell’ambulatorio vulnologico della Chirurgia Vascolare diretta dal professor Attilio Odero.
Un ulteriore riconoscimento per lui e l’associazione che raduna oggi 800 tra Infermieri, Medici, Podologi e Fisioterapisti e che il 17 aprile si sono riuniti a Montecatini per il congresso nazionale.
“ Ci siamo dati appuntamento a Montecatini per mettere a punto nuove strategie e migliorare il trattamento delle ulcere da pressione. Ci siamo prodigati anche per tradurre in italiano le nuove linee guida in modo che vengano recepite anche dai nostri ospedali” ha dichiarato Angela Peghetti, Presidente di AISLeC.
Infatti, per il momento la guida integrale esiste solo nella versione inglese ed è a pagamento, tranne la versione ridotta che è disponibile gratuitamente su internet. Ovviamente lo scopo di AISLeC è quello che venga adottata dal maggior numero possibile di ospedali e consultata dagli addetti ai lavori per applicare i principi poi nella pratica quotidiana.
Barbara Mangiacavalli, segretaria nazionale dell’IPASVI, la federazione degli infermieri, che lavora anche lei al San Matteo ci dice che “ si tratta di un lavoro ad alta caratura scientifica”. oltre all’obiettivo della divulgazione della linea guida, AISLeC sta per avviare una nuova ricerca, dopo l’ultima che risale al 2000, sulla situazione delle lesioni e della loro incidenza sociale, sull’inquadramento diagnostico, sullo stato di avanzamento del trattamento, perché non esiste una specializzazione medica sul “wound care”, si tratta di una pratica che l’AISLeC ha portato avanti negli anni riuscendo a fare passi da gigante nelle cure e nella prevenzione.

Rossana Trepidi, il Settimanale Pavese, giovedì 15 aprile 2010

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