10 gennaio 2011

lettera alla provincia pavese

Gentile Direttore,
sulla prima pagina dell'Osservatore Romano di oggi, unico quotidiano nazionale a darne conto, appare l'ennesima notizia negativa circa la situazione dell'infanzia in Guatemala.
Si parla di fame. Si continua a morire di fame. Sembra incredibile ma e' così. La realtà, in tanti angoli del mondo, è drammatica e spesso, qui in Occidente, viene scientemente rimossa; o per indifferenza o, semplicemente, perchè al sistema fa comodo così.
In Guatemala i bambini continuano a morire di fame, per malnutrizione o denutrizione. Lo conferma il rapporto di Sergio Morales, procuratore speciale per i diritti umani, operante per conto dell'Onu in questo paese del CentroAmerica. Nell'anno appena trascorso la fame ha mietuto 2000 piccole vite. Purtroppo in Guatemala perdura una grave situazione di squilibrio per quanto riguarda la situazione dei bambini: gli indici sono sempre lì fermi a dimostrare questo inaccettabile status quo.
Con tutto questo non rinunciamo ad andare a visitare questo paese. Anzi, al contrario, tra qualche giorno partiranno alcuni del nostro gruppo associativo; a Marzo ne seguiranno altri e anche il 2011, durante le nostre trasferte oltre oceano, ci vedra' impegnati a promuovere e sostenere diversi progetti di solidarietà. Prima fra tutti la questione del microcredito.
Continueremo a testimoniare che la fame e la miseria si possono sconfiggere. L'ha insegnato il premio Nobel Muhammad Yunus nel suo testo fondamentale 'Il banchiere dei poveri'; lo dimostrano i risultati che noi tocchiamo con mano, sul campo, quando visitiamo i villaggi di campesinos beneficiati da questo strumento di graduale emancipazione econonico-sociale.
Non riteniamo di aggiungere altro. Solo un rinnovato appello a tenere vive le coscienze di tutti sulle diverse situazioni del Pianeta per far sì che la realtà che ci circonda sia sempre parte di noi stessi, per quello che è, senza sconti e senza fughe, e per tenere accesa la fiaccola della speranza.
Saremo capaci come ci indicano le profetiche parole del grande teologo Raimon Panikkar, recentemente scomparso, di " innescare un regresso creatore che ci consenta di compiere un nuovo salto nella vita dell'universo?".
E che consetirebbe al genere umano non solo di salvarsi cambiando stile di vita ma di costruirsi un orizzonte nuovo per vivere meglio, in modo più giusto e più eguale.

Per Ains Onlus
Giulia Dezza, Elisa Moretti, don Edo Peviani, Andrea Bellingeri, Emanuele Chiodini, Ruggero Rizzini

Nessun commento: