5 luglio 2011

CORPO CELESTE

'Corpo Celeste' non è solo il titolo del film di Alice Rorhwacher da poco nelle sale cinematografiche italiane.
E' un corpo in carne e ossa. Di una ragazzina, Marta, che incarna nel suo essere e agli albori di divenire donna a tutto campo, la fragilità e la contraddizione del labirinto, spesso ostile, del mondo intorno a se' e dentro di se'.
Incomprensioni di una Calabria dominata dai palazzoni di Reggio, dove ritorna, catapultata da una delle vergogne più grandi di questo tempo: il lavoro precario (della madre, sola per giunta), segno del più grande ed esteso ritorno, in grande stile, di un fuedalesimo padronale e borghese.
Segno di contraddizione che dovrebbe incitare alla ribellione e alla lotta. Degli sfruttati di oggi, nipoti o pronipoti degli sfruttati di ieri. Ieri le braccia, oggi le teste.
I palazzoni di Reggio (che andrebbero abbattuti con la dinamite e perseguiti senza pietà i malfattori pubblici e privati che hanno consentito, nei decenni, questi scempi) e le montagne, le rocce, la natura selvaggia e il mare mediterraneo che s'infrange ancora
con la sua forza, dolce e superba, sugli scogli, imperturbabili nella loro atavica autorità.
La Natura è in debito: presto si riprenderà a suon di ceffoni tutto il male che le è stato inflitto.
Il cemento armato delle 'ndrine del Sud quanto del Nord Italia non avra' la meglio.
Il Corpo di Marta è tutt'altro che celeste. E' carne viva.
Nel pieno massimo della curiosità biologica e dell'espansione ormonale di cui è fucina il corpo femminile a quella età. Bellezza somma dell'energia vitale. Ed è corpo che pensa e che non accetta un ordine sciocco e degradato: urbano, politico, civico, patriarcale, parrocchiale.
E' un corpo che pensa in mezzo a tanti esecutori idioti.
E' un corpo, una testa che legge e vuole passare in mezzo alle contraddizioni e per questo motivo non accettato dall'ambiente circostante sclerotizzato e fossilizzato. E visibilmente infastidito.
Non è celeste nemmeno la Casa che dovrebbe contenere le particelle, più preziose, raffinate e reali di questo Cielo.

E nemmeno i suoi abitanti, ridotti a coprotagonisti acefali di una farsa di quart'ordine.

La Chiesa? Dove va la Chiesa?
Ridotta, e scolorata nella sua carne viva, a ufficio di piccoli traffici in cui si perseguono interessi di parte e di corto respiro; dove la fede viene venduta come un prodotto di marketing; dove chi ha responsabilità formative non sa nulla del messaggio, vero e profondo, dell'Evangelo e si accontenta di formulette prive di senso; dove non si ragiona nella libertà ma si deve rendere una falsa obbedienza a istituti superati dal tempo ancorati a un passato remoto, oggi improponibile.
Non alla tradizione, ma a manie, a paranoie divenute ordine.
La Chiesa si salverà se tornerà ad essere davvero Sacramento Universale di Salvezza, aperta ad ogni donna e ad ogni uomo in ricerca, Serva del Bene e dell'Amore gratuito, non giudicante ma accogliente, Maestra della libertà nel libero linguaggio della corporeità di ciascuno. Se smetterà i panni del potere temporale oggi sintetizzati nei dogmi di una morale fuori dal tempo. Se smitizzera' la figura di Cristo e di sua Madre, se de-sacralizzera' un impianto di credenze e devozioni più contigue alla superstizione che ai concetti della fede stessa: giornate della Vita (?), miracoli, visioni , canonizzazioni da bancarella. Se abbandonerà parole d'ordine vuote e accettera' il confronto sereno con la scienza a-biologica e biologica.
Se smettera' di imporre e tornerà a proporre.
I valori non si impongono; si pro-pongono.
Se tornera' alle sue origini di povertà e sobrietà. Se tornara' a narrare la gioia unica di una Storia unica.
Cosi come ha fatto, a suo tempo, l'uomo di Galilea.
Così come si evince dalla visione di 'Corpo Celeste'. Non un film contro qualcosa o qualcuno.
Una storia che parla e fa pensare.
La storia del corpo di Marta e di un crocifisso-uomo finalmente libero di navigare in mare aperto. Senza i chiodi di nessun padrone.
Celeste il mare alto. Celeste il cielo degli occhi di Marta.

"Anima Christi santifica me/ Corpus Christi salva me/ Sanguis Christi inebria me/ Aqua lateris Christi lava me/
Passio Christi conforta me/ O bone Iesu exaudi me/ Intra vulnera tua absconde me/
Ne permettis a te me separari/ Ab hoste maligno defende me/ In hora mortis meae voca me/
Et iube me venire ad te/ ut cum sanctis tuis laudem te/ per infinita saecula saeculorum/
Amen/"

emanuele chiodini

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