20 luglio 2011

Spero che Cuba continui a considerarmi, ha detto Rigoberta Menchù

La guatemalteca Rigoberta Menchú, Premio Nobel della Pace, ha onorato con la sua presenza la XX Fiera Internazionale del Libro Cuba 2011, accettando l’invito dello spazio Encuentro, condotto dalla giornalista Magda Resik, nella sala Nicolás Guillén della Fortezza di San Carlos de la Cabaña.
Un numeroso pubblico, tra il quale s’incontravano Abel Prieto Jiménez, membro del Burò Politico e ministro di Cultura, la presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, Zuleica Romay, e Estuardo Meneses Coronado, ambasciatore del Guatemala in Cuba, ha ascoltato le parole della carismatica leader indigena, che tra l’altro ha parlato soprattutto del suo vincolo con la letteratura, e ha rivelato d’averlo sviluppato lavorando con lo scrittore e critico letterario guatemalteco, Premio Nazionale di Letteratura, Dante Liano.
In una calda conversazione con un pubblico che ha ascoltato con enorme interesse qusta personalità mondiale, la Menchú ha riferito il desiderio che l’ha spinta a partecipare a questa festa culturale ed il piacere che ha provato nello scrivere. "Non sono una grande scrittrice, ma racconto storie", ha puntualizzato.
Liano ha sottolineato che la famosa guatemalteca è erede della cultura orale maya ed ha il dono e la magia della parola.
Uno squisito lavoro di correzioni ha caratterizzato il lavoro dei due narratori, che hanno già realizzato insieme sei libri di racconti, dei quali uno, intitolato El legado secreto, sarà prossimamente presentato in Cuba.
Aneddoti personali, riferimenti alla sua storia di combattente per i diritti sociali della sua etnia e alla sua millenaria cultura, colma di valori e leggende, e alla quale appartiene, sono state al centro della conversazione, durante la quale ha detto che: “Qui si legge più che in qualsiasi altro paese del continente e si leggono i migliori pensieri che si producono nel continente e nel mondo”.
Ratificando il suo appoggio alla causa dei Cinque antiterroristi prigionieri nelle carceri dell’impero e il suo immenso affetto per Fidel, Rigoberta ha espresso il desiderio che “Cuba continui a considerarla”, ha detto, al termine del suo intervento.

Madeleine Sautié Rodríguez

(Traduzione Granma Int.)




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