30 luglio 2011

Nel paese delle donne

Chi non vorrebbe vivere nel paese delle donne? E' questo il titolo dell'ultima fatica di Gioconda Belli, affascinante scrittrice di lontane origini italiane, cittadina nicaraguense e oggi residente a Los Angeles, già autrice del famoso romanzo 'La donna abitata', il romanzo degli inizi che l'ha lanciata come talento virtuoso, cuore e anima congiunti, della letteratura contemporana ispanoamericana.

America latina nel cuore. E nella mente. Mediterraneo, latinità nel sangue. I mari del Sud e la passione di una vita fortissimamente spesa per l'affermazione di dignità e diritti.
"Nel paese delle donne" è tutt'altro che un racconto scontato.
Certo, c'è la fiaba del vulcano che erutta e che annulla, temporaneamente, grazie al soffio dei suoi veleni cocenti, lapilli e zolfi, il testosterone maschile.
Anche questo aspetto, - che fa da collante al romanzo in sè - tuttavia non è secondario.
In questa narrazione Gioconda Belli tocca le vette più alte della necessità della liberazione sessuale, del compimento di questo processo che, negli ultimi vent'anni, ha subito di certo un'onda di arresto.
La necessità di una parità reale e non surrettizia; la necessità di un vivere libero in alleanza vera e convinta tra sessi differenti, tra generi - il maschile e il femminile - finalmente recuperati ad un umano decoro troppo spesso perduto o calpestato.
La proiezione di un futuro, qui idealizzato, ma utopisticamente da raggiungere, da mantenere vivo come mèta sempre valida finche' non tagliata, dell'abbandono di certi istituti patriarcali accumulati in una storia lunga (almeno) seimila anni e che hanno generato solo violenza e sopraffazione.
Il maschilismo, la sottomissione delle donne, la riduzione in servitù del genere femminile, la violenza nei confronti di colei che la natura, la creazione, l'evoluzione del mondo e della specie ha posto a generare.
La violenza, di per sè, e' qualcosa da respingere. La violenza sulle donne è qualcosa di oltremodo infame, osceno, spaventosamente doppiamente criminale.
Gli uomini, maschi, quanto ancora dovrebbero riflettere su questi aspetti, decisivi, fondamentali per la loro vita, e assimilare dentro se stessi il rifiuto totale di ogni capacità aggressiva, belluina e come tale infra-umana. Quale universale vantaggio deriverebbe da questo traguardo acqusito! Quale armonia! Quale dimensione recuperata al vero dell'esplosivo (e creativo) dono dell'Eros!
Questi aspetti si evincono con chiarezza, trasparenza cristallina dalle pagine di questo libro; scritto, a mio parere, senza fatica, in scioltezza, senza difficoltà, in una rincorsa di parole giuste e di eventi che stimolano la lettura e il lettore a pensare, a riflettere, ad appassionarsi e non fermarsi finchè non si giunge, soddisfatti, all'ultimo capitolo.
E' un 'Manifesto' che dovrebbe apparire tra i cardini portanti della rifondazione del socialismo del XXI secolo....(scoprirete, leggendo, cos'è il PIE....)
Uomini e donne finalmente alleati sul serio per costruire un mondo più giusto, più onesto e più eguale.
Gioconda Belli è un programma anche nel suo nome. I nomi non sono mai casuali.
E l'onomastica in questo caso assume un senso profondo di grande attrazione: il lido da raggiungere, la spiaggia ove approdare, un grammo di felicità, qui sulla terra, da assaporare.
Insieme. Uomini e donne. Insieme.


"Iucundum, mea vita, mihi proponis amorem/ hunc nostrum inter nos perpetuumque fore./
Di magni, facite ut vere promittere possit / atque id sincere dicat et ex animo/ ut liceat nobis tota perducere vita/ aeternum hoc sanctae foedus amicitiae/ (Catullo, da ' Carmina Catulli')


["Nel paese delle donne" di Gioconda Belli, ed. Feltrinelli, 2011]

Emanuele Chiodini

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