8 febbraio 2010

Povertà, l emergenza è donna

PAVIA. Impoverimento della classe media, precari italiani e stranieri stroncati dalla perdita del lavoro, famiglie che perdono la prima casa. Il primo rapporto sulla povertà della Caritas di Pavia fa una fotografia dei bisogni transitati per il centro di ascolto di via XX settembre nel 2009. «E’ il primo frutto dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse nato all’inizio del 2009 per affrontare meglio le esigenze del territorio», spiega don Dario Crotti, che nella riorganizzazione della Caritas ha voluto inserire un osservatorio che aiutasse ad analizzare nell’insieme le singole storie che ogni giorno vengono raccolte dagli operatori. E dal 2010 si cercherà di allargare il «campo» su tutta la diocesi, alle trenta Caritas diocesane, all’ambulatorio, alle mense, al dormitorio di Pavia, mediante una raccolta dati sistematica che coinvolga tutti coloro che si occupano di povertà. «Abbiamo raccolto le informazioni con una scheda standard somministrata a tutti gli utenti - spiega Elia Moretti, fondatore dell’osservatorio, laureando in Economia, Politica e Istituzioni Internazionali -: situazione abitativa, economica, lavorativa, rete solidale, interventi assistenziali di cui già si gode, religione, tipologia di bisogno». Ma, spiega Moretti, che collabora con Valeria Maurelli, «Non si può parlare di una fotografia completa della povertà a Pavia perché il campione è limitato. Al centro d’ascolto emergono problemi legati alla situazione economica e lavorativa, dall’ambulatorio potrebbero emergere altre esigenze, altre povertà». Ma è comunque un modo per verificare le esigenze e pianificare gli interventi per rispondere. Nel 2009, secondo il rapporto, sono stati 520 gli utenti del centro, 419 quelli nuovi, senza contare le centinaia di persone che non arrivano neppure al momento dell’ascolto, ma che passano e se ne vanno. La maggioranza sono donne, che costituiscono il 72% del totale. «Più della metà sono straniere - spiega Moretti -. Questo perché funziona lo sportello Lavoro per le badanti che convoglia in via XX settembre tante collaboratrici domestiche disoccupate». La fascia d’età maggiormente coinvolta è più giovane della media italiana, ed è compresa tra i 25 e i 40 anni. «Questo dato - si legge nel rapporto - dimostra che le maggiori difficoltà economiche si riscontrano per la popolazione in fase attiva». Mentre a richiedere i pacchi alimentari, uno dei servizi erogati al centro d’ascolto, sono sempre più italiani: erano il 22% nel 2008, ora sono il 30%, seguiti nell’ordine da rumeni e ucraini. A rivolgersi alla Caritas, comunque, sono soprattutto stranieri. Ma nessun cinese - nonostante siano il 2% della componente straniera della provincia - e pochi albanesi rispetto al loro numero, «a dimostrazione della maggiore stabilità e integrazione delle comunità sia a livello economico che sociale».

anna ghezzi, la provincia pavese, 1 febbraio 2010

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