23 febbraio 2010

Un piccolo gesto, mille benefici!

scritto da Michele Dotti
http://micheledotti.myblog.it


Che mondo strano.
Da una parte 900 milioni di persone soffrono la fame e 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per cause che si potrebbero facilmente prevenire (basterebbe molto spesso l'accesso all’acqua potabile).
Dall'altra parte le cose non vanno affatto meglio, poiché sono 1 miliardo e 142 milioni le persone in sovrappeso e più di 29 milioni quelle che ogni anno muoiono per eccesso di cibo (17,5 milioni per patologie cardiovascolari, 9 per patologie tumorali, 3,8 per diabete...).
Possibile che non si possa fare qualcosa per riequilibrare questi divari così assurdi, nell'interesse di tutti?
Vorrei provare a suggerire una semplice proposta, che parte da una riflessione sul consumo di carne, inquadrandolo consapevolmente nello scenario internazionale.
Per produrre 1 kg di carne occorrono 16 kg di cereali, come nutrimento per gli animali.
E il numero di animali allevati ogni anno per produrre carne non è davvero trascurabile: 1.300.000.000 bovini, 1.000.000.000 suini, 1.700.000.000 fra ovini e caprini e addirittura 12.000.000.000 di avicoli!!!
Il risultato è che 2/3 delle terre fertili del pianeta sono usate per coltivare cereali e legumi per gli animali che saranno poi macellati.
E’ stato calcolato che per l’alimentazione dei soli ruminanti del pianeta si utilizzano cereali che sfamerebbero 9 miliardi di persone!!!
Quindi le produzioni attuali di cereali sarebbero già più che sufficienti a sfamare tutti: basterebbe ridistribuire la risorse e diminuire il consumo di carne dei paesi ricchi.
Se solo si diminuisse la produzione di carne quanto più cibo ci sarebbe per i più poveri? Quanta più acqua? E quante meno malattie legate al consumo eccessivo che noi spesso ne facciamo?
Paiono averlo capito in molti, a giudicare dal fatto che i vegetariani in Italia sono raddoppiati in soli 7 anni, passando da 3 a 6 milioni, e arrivando a superare così il 10% della popolazione del nostro paese.
Tuttavia, senza bisogno di arrivare ad una scelta così radicale, per cui io sinceramente non mi sento pronto, credo che potremmo fare tutti la nostra parte anche in un modo molto più semplice.
Voglio pertanto rilanciare la proposta di assoluto buonsenso avanzata qualche tempo fa da Rajendra Pachauri, delle Nazioni Unite: rinunciare alla bistecca una volta alla settimana!
Si tratta in fin dei conti di un piccolo gesto, ma che porterebbe grandi vantaggi anzitutto per la nostra salute, oltre che per l'ambiente e per i nostri fratelli più poveri.
Mi rivolgo a tutti voi, cari lettori del blog: vogliamo provarci insieme? Scrivetemi le vostre impressioni se già ci siete riusciti, o i vostri dubbi se intendete provare insieme a me..
Vi lascio con una poesia che scrissi qualche anno fa, dopo aver visitato un macello, terrificante! Fa parte della raccolta "Parole/Cuore cosciente" scritta insieme all'amico Arnaldo De Vidi.


Il macello

Io non sono vegetariano,
non lo sono mai stato,
e forse non lo sarò mai...

Oggi però,
per la prima volta,
e probabilmente l'ultima,
sono entrato in un grande macello.

Salite le scale,
dietro l'angolo,
la strage.

Il lungo corridoio divide,
indifferente,
il campo di sterminio, oltre il vetro scuro,
da una parte,
e gli uffici marketing e rapporti con il pubblico,
dall'altra.

Un enorme rullo gira sospeso,
al centro dello stanzone,
i cadaveri delle bestie appesi
come i panni in lavanderia.

Gli addetti-carnefici, eseguono
senza troppe domande il loro compito,
i piedi dentro a grossi stivaloni,
immersi nel sangue,

con ritmo costante, senza soste...

squarciano,
sgozzano,
amputano le orecchie,

squarciano,
sgozzano,
amputano le orecchie,

con ritmo costante, senza soste...

Come nei Lager, un tempo,
ma non schiacciati
dalla paura cieca di un superiore;

spinti semplicemente
dal salario a fine mese,
o dall'aumento di stipendio.

Un gelido rigore scientifico,
un cinico calcolo economico,
che mi fanno rabbrividire,
circondato da questo immenso incubo.

Vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi altrove e dimenticare tutto;

invece la "produzione" continua;

con ritmo costante, senza soste...

Mi chiedo che differenza ci sia
tra i coltelloni insanguinati
di questi addetti-carnefici,
che squarciano, sgozzano, amputano le orecchie,
e la mia forchetta e il coltello,
scintillanti sulla tovaglia pulita.

Non so rispondere o preferisco non pensarci,
l'odore nauseabondo dello "stabilimento" mi stordisce;
saluto distratto l'addetto dell'ufficio marketing,
e cerco di corsa l'uscita, come soffocato.

Ora lo stabilimento si allontana alle mie spalle,
mentre schiaccio forte sull'acceleratore,
quasi stessi scappando, inseguito;

non sarà facile seminare l'incubo!

Arrivo a casa.

Si fa ora di cena.

Io non sono vegetariano,
non lo sono mai stato,
e forse non lo sarò mai...

Questa sera, però,
ho una gran voglia
di una bella insalata mista.

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