22 giugno 2010

Elegia a Saramago


Caro Saramago,

potrebbe starci anche, Caro compagno Saramago, sì, perchè tu sei stato un uomo coerente. Un essere umano vivente e pensante coerente, in vita e davanti alla sua fine. Merce rara, in un mondo , dominato da prostituti dell'anima. Dalla prostituzione fondata su una vetta massima d'idolatria : quella del denaro fine a se stesso, del profitto, dell'egoismo, dell'inganno, della dissoluzione della nostra Madre Terra, e dei sentimenti veri, come la passione e la battaglia, anche aspra, delle idee. Per te essere comunisti è “ uno stato dello Spirito “, come scrivesti in un editoriale memorabile il 17 dicembre 2009.


“ Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni, dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo - e, a maggior ragione il comunismo - è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione“.


Lontananza siderale dai dogmi, fuori da schemi fissi, è così che si incarna l'ideale più giusto del mondo, libertà del lavoro, libertà dal bisogno, solidarietà come uguaglianza, dignità come condizione collettiva, libertà del pensiero femminile, liberazione sessuale e vittoria della reciprocità duale, senza padroni, senza culto del possesso. Comunisti , lontani dai sistemi terribili del Novecento, comunisti d'origine, vicini alla limpidezza d'analisi del pensatore di Treviri, oggi come ieri, si lotta lontani dal traguardo. Tutto da rifare, un nuovo inizio, una nuova Resistenza. Del fascismo e del nazismo non è rimasto nulla: solo male, polvere e l'ombra inquietante della distruzione totalizzante dell'umanità. Stare della parte dei più deboli: questo riemerge dopo il crollo di un muro, dettaglio della storia, grande e terribile. L'Idea di Giustizia, di estensione del bene, il riscatto della povertà e degli oppressi, trova linfa vitale ancora oggi in quella grande dimensione di pensiero. I nostri ideali non sono morti. I nostri ideali sono la vita, l'essenza stessa della vita. E allora giù parole, scritti, poesie,racconti, narrazioni, romanzi, un torrente mai sazio d'acqua, acqua viva, acqua sorgiva, sempre chiara e pulita, a condurre i lettori astanti verso la dimensione della vera libertà e della liberata verità. Che è sempre liberazione dalle caverne oscure dell'io insondabile e profondo. Non senza fatica e rivendicazione di antico orgoglio. E anche un titolo di nobiltà letteraria, 12 anni fa, elargito dall'accademia di Svezia e condiviso con l'amore più grande della tua esistenza, la tua compagna, distante da te, discreti lustri. Suggelli del tuo viaggio non compiuto invano.


“Avanti, avanti la vittoria! E' nostra: è nostro l'avvenir! Civile e giusta la Storia un'altra era sta per aprir. Largo a noi all'alta battaglia noi corriamo per l'Ideal. Suvvia, largo! Noi siam la canaglia che lotta del suo Germinal!”


Ciao maestro, che adesso voli e canti sul rigo del vento...

emanuele chiodini, 21 Giugno 2010

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