31 ottobre 2010

Anche a Pavia è attiva la Ronda della Carità:giovani per i bisognosi

Anche a Pavia, grazie all’impegno di circa 20 volontari, funziona da quasi sei anni la “Ronda della Carità”. Nata a Firenze circa 7 anni fa con il desiderio di dedicare parte del proprio tempo di vita a quegli uomini e donne che vivono in una situazione di grande povertà la “Ronda” assiste, sostiene e si prende cura dei barboni e di tutti coloro che vivono la propria vita ai margini della strada. La “Ronda” si è diffusa in altre città, tra queste anche Pavia, con l’intento di andare “sul campo” oltre i confini di una semplice mensa per i poveri.
“Il nostro punto di riferimento a Pavia è la stazione ferroviaria”, ci spiega il responsabile pavese Andrea Dentali, “il martedì e il giovedì dalle 19.30 alle 21.00 distribuiamo cibo (soprattutto pane e focaccia) e indumenti ai bisognosi. L’approccio è diretto e informale, secondo i crismi voluti dall’idea originaria di questa iniziativa; il gruppo di volontari è composto da giovani, con l’aggiunta di tre pensionati che da tempo ci affiancano in questo servizio. Recuperiamo cibo dalle panetterie, alimenti che a fine giornata andrebbero buttati e li distribuiamo ai bisognosi”.
Chi sono i poveri ai quali distribuite cibo e indumenti?
Alcuni sono coloro che alloggiano al dormitorio, altri sono senza fissa dimora che dormono per strada. Abbiamo deciso di essere presenti in orari diversi da quelli delle mense tradizionali poiché esiste una fascia di persone che è reduce da piccoli lavori a giornata e arriva in serata; le persone che serviamo possono consumare il cibo al momento o portarlo via per consumarlo successivamente. Per ciò che concerne gli indumenti avendo il polso della situazione e conoscendo bene chi viene a chiedere vestiti possiamo orientarci con i capi di cui maggiormente si ha bisogno e che quindi devono essere da noi reperiti”.
Quali sono le cifre del bisogno? Quante persone in media chiedono aiuto alla Ronda?
Abbiamo uno “zoccolo duro” di venti persone che conosciamo bene e ci chiede aiuto tutte le settimane e circa altre venti che invece ruotano e si presentano a regolari intervalli di tempo. Non possiamo trarre conclusioni sul trend di povertà e sulle tipologie di poveri (giovani, donne, uomini…), di certo abbiamo notato negli ultimi due anni è aumentata la percentuale di italiani tra i poveri che ci chiedono aiuto”.

Matteo Ranzini

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