31 ottobre 2010

Studente disabile? Manca l’insegnante di sostegno

Cifre preoccupanti in provincia di Pavia. Troppe anche le classi dove vengono concentrati gli alunni con handicap

Studiare è un diritto. Per tutti, anche per chi è affetto da disabilità e deve essere messo nelle condizioni di poter apprendere in base alle sue potenzialità e non di restare parcheggiato dietro a un banco fino al suono della campanella. Non è così a Pavia (come non lo è in tutta Italia, del resto) e le cifre sono lì a dimostrarlo: i numeri freschissimi dell’anno scolastico 2010-2011 ci dicono infatti che nelle scuole statali della provincia di Pavia ci sono 1698 studenti disabili (di cui addirittura 854 affetti da disabilità complessa) e soltanto 673 insegnanti di sostegno. Significa uno ogni 2.5 alunni, un rapporto che in Lombardia è tra peggiori insieme a Varese e Cremona. Fino al 2006-2007 la situazione era meno preoccupante, il rapporto infatti era intorno all’1.5, poi la situazione è degenerata. Di tagli parlano ormai ovunque, però i diritti non possono e non devono essere tagliati. “Non tutte le province sono state penalizzate in egual misura -spiega Donatella Morra, referente per la scuola dell’Anffas di Pavia e rappresentante di Ledha Scuola a Milano, associazione che raggruppa una trentina di associazioni che si occupano di disabilità- chi alza più la voce viene ascoltato maggiormente in Regione”.
Dall’Anffas si leva alta la richiesta di poter garantire almeno un rapporto di 1:1, che significherebbe poter avere una cattedra delle canoniche 22 ore anche per l’insegnante di sostegno. La finanziaria del 2008 invece ha portato il rapporto a 1:2: undici ore di sostegno all’alunno disabili alle elementari, 9 alle medie e superiori. Davvero un’inezia. E il restante periodo della mattinata? Spesso veniva coperto dall’assistenza educativa messa a disposizione dal Comune -che in qualche modo compensava i tagli- adesso però parecchi comuni alla canna del gas stanno cominciando a fare marcia indietro.
Una seconda questione spinosa viene fatta rilevare da Donatella Morra: riguarda il numero di alunni disabili per classe. Fino alla riforma Gelmini la situazione era la seguente: nelle classi prime non si doveva superare il numero di venti alunni a fronte della presenza di un disabile grave o due lievi. Ora la prima parte è rimasta, ma è sparita la seconda. Il che significa che in classi di venti alunni accade che ci siano addirittura sei portatori di disabilità, con una problematica complessa per tutti. I dati dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Pavia lo confermano: trenta le classi delle scuole di primo grado con tre alunni disabili, cinque con cifre maggiori; ventisei le classi delle secondarie con tre disabili, 11 con quattro e sei con più di quattro.. In totale sono 91 le classi in provincia di Pavia che annoverano un numero di studenti disabili dai tre in su.


Daniela Scherrer

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