9 febbraio 2013

Ecco Erika e Fabrizio una coppia a impatto zero

Vino e legumi si possono comprare sfusi. Così si evita di avere in casa confezioni di plastica o cartone. Anche il detersivo si può comprare “ricaricando” lo stesso contenitore. Una giovane coppia che sta imparando a vivere a impatto zero 

di Marianna Bruschi - La Provincia Pavese

PAVIA. Vino e legumi si possono comprare sfusi. Così si evita di avere in casa confezioni di plastica o cartone. Anche il detersivo si può comprare “ricaricando” lo stesso contenitore. Il pane si fa in casa e si eliminano i prodotti da supermercato. Erika e Fabrizio stanno imparando a vivere a «impatto zero»: ridurre i consumi, limitare la produzione di rifiuti. E ci riescono: ne producono, a testa, solo 300 grammi al mese. «Ridurre i rifiuti della vita quotidiana non costa soldi, anzi ci fa risparmiare anche qui in città», racconta la coppia. Fabrizio ha 26 anni, fa il dottorato di ricerca in ingegneria. Erika studia psicologia. Vivono insieme da settembre, spendono 200 euro al mese per il cibo. «In casa è tutto un esperimento – racconta Fabrizio –abbiamo iniziato a fare noi il pane. Spendendo un euro e 30 al chilo per la farina all’ingrosso e mettendoci il forno andiamo in pari con il prezzo del panettiere». Però l’impatto ambientale si riduce. Si impegnano a evitare il più possibile sacchetti e confezioni. «Non mangiamo né carne né pesce e quindi non abbiamo le vaschette – spiegano i due ragazzi – ci riforniamo in un negozietto del centro in cui possiamo portare i nostri contenitori e comprare pasta, legumi, riso sfusi». Al mercatino della Coldiretti si riforniscono di verdure, sempre di stagione. «E al mattino a colazione mangiamo il pane fatto da noi così come la marmellata – spiega Erika – raccogliamo la frutta da amici». Evitano carta da forno, alluminio, pellicola, sgrassatori. I tovaglioli sul tavolo della cucina sono di stoffa. Cosa non si può proprio eliminare? Carta igienica, biglietti del treno, gli scontrini. E se gli amici portano un regalo per Natale la carta e i nastrini vanno considerati. Si imparara a dosare il detersivo per ridurre gli sprechi. I sacchetti si portano da casa. «Non sempre è facile far capire ai negozianti che non li vogliano».

Erika è di Arona, Fabrizio di Domodossola, tornano a casa ogni due o tre settimane. L’obiettivo principale è ridurre la quantità di rifiuti prodotta, il compost in giardino un po’ aiuta. «Ma diciamo che in generale stiamo cercando di ridurre il nostro impatto ambientale – spiegano di due ragazzi – cerchiamo di non usare mezzi né pubblici e privati, camminiamo». Nella loro vita-esperimento hanno provato a ridurre l’uso dei mezzi anche per tornare a casa. Settanta chilometri in biciletta, da Arona a Milano, sono riusciti a percorrerli. Hanno provato anche a non usare il frigorifero. Ci sono riusciti per un mese e mezzo. Solo ora che anche il sole di Pavia inizia a scaldare, hanno riattaccato la spina.

Nessun commento: