9 febbraio 2013

Mago Sales, una bacchetta contro la povertà

don Silvio Mantelli, Mago Sales


Silvio Mantelli, don Silvio o Mago Sales, è partito da Novello per il mondo. “Prete per vocazione, mago per passione” come dice lui. Nonostante i suoi 66 anni don Silvio conserva ancora un cuore, un entusiasmo e una vitalità da fanciullo e questo gli consente di vivere a pieno la vocazione e la sua magia più grande: donare un sorriso a un bambino. “Il mio primo gioco è stata una scatola del piccolo prestigiatore; in seminario il professore di musica, accertata la mia assoluta incapacità a suonare, mi mandò in biblioteca a foderare i libri. Il primo che mi capitò parlava di magia: era destino”. Molti anni sono passati da allora, ma la sua voglia di giocare rimane intatta e lo capisci dall'entusiasmo con cui ti racconta le sue iniziative:”Con i miei spettacoli cerco di sensibilizzare la gente e raccogliere fondi per finalità precise. L'esibizione è solo una parte del lavoro che faccio con grandi e piccini”. Al termine dello spettacolo ringrazia i bambini per aver portato i genitori: “Altrimenti sarebbero stati a casa davanti al televisore. Qui si divertono e stanno con i figi. Se giocassero un po' di più con loro, invece di riempirli di regali, sarebbe meglio. Bisogna essere missionari anche qui, bisogna seminare per raccogliere”.
Con le sue attività sta finanziando progetti di solidarietà a favore dei bambini in 25 paesi del mondo per affermare il “diritto al sorriso”. “I soldi raccolti-puntualizza don Silvio- li porto direttamente ai missionari, salto dei passaggi e vedo come sono destinati”. La magia al servizio della Pastorale:”Sono un sacerdote che fa il mago. La mia passione è stata il lasciapassare per entrare in contatto con tante persone in luoghi diversi: presentandomi come prete avrei faticato”. All'interno della congregazione, però, non sempre è stato aiutato a portare avanti il suo sogno di coniugare la vita di prete salesiano e di mago:”Non tutti i superiori accettavano questa situazione e poi c'erano delle difficoltà pratiche. Nei trasferimenti portavo gli attrezzi per i giochi, animali compresi. Una volta dovetti riadattare l'armadio dell camera per ospitare le tortore. Alle 5 del mattino si mettevano a cantare svegliando i confratelli”. Il suo racconto è fluido, ricco di episodi. Il suo sorriso contagioso si alterna a momenti di riflessione, nei suoi occhi vedi la gioia di un bambino in attesa di un regalo. I ricordi si alternano ai progetti ancora da realizzare. La sua vocazione di missionario della gioia non conosce confini:”Ho viaggiato molto. Porto con me due valigie di giochi. Giungo nelle missioni e subito mi mandano a fare spettacoli: la magia non risolve i disagi, ma per qualche attimo li fa dimenticare, genera un'allegria contagiosa. O quasi. In Brasile, in un lebbrosario,un ragazzo che assisteva al mio spettacolo, triste e pensieroso, mi pose una domanda disarmante “tu che sei mago perchè non mi guarisci?. Tornato in Italia capii che dovevo fare di più: la magia doveva entusiasmare il mio pubblico per portarlo a conoscenza dei bisogni dei bambini meno fortunati dei nostri. Con degli amici organizzai una serata e il ricavato fu destinato per pagare le cure a quel ragazzo”. Da quell'esperienza maturò la Fondazione Mago Sales (www.sales.it) che, con l'aiuto di colleghi (promotori, poi, di Magi sans frontiers), amici e benefattori, ha realizzato vari progetti (dispensari in Africa e Asia; scuole in Uganda e Madagascar); ha aiutato oltre 4.000 bambini costretti a fare i soldati o schiavi; è intervenuta in situazioni di emergenza come ad Haiti, con circa 200 mila euro. “La liberazione dei bambini soldato in Uganda- dice don Silvio-è il progetto di cui vado più fiero. Con il nostro intervento abbiamo fatto studiare molti ragazzi dando loro una speranza. Il lavoro da fare è ancora tanto”. Don Silvio segue personalmente questi progetti, individua gli interventi più utili. In Brasile ha aiutato Padre Bento che ha strappato dalla strada molti bambini con un vecchio frigorifero e insegnando loro a fare i ghiaccioli. L'attività si ingrandì:”Finanziammo l’acquisto di macchinari e di bici per trasportare più velocemente i ghiaccioli. Si allestì una vera e propria gelateria , e poi una panetteria”. Le sfide da vincere sono ancora tante; i bambini sono vittime innocenti della malvagità dei grandi. Spesso ci s’imbatte in situazioni inimmaginabili nel III millennio:“E’ ancora fiorente il mercato di bambini venduti come schiavi, costretti a prostituirsi o mutilati per l’accattonaggio. In un villaggio del nord del Pakistan ho visto povertà estrema. Il forte vento aveva impedito al frumento di crescere e i contadini per pagare i debiti fatti con il latifondista per l’acquisto delle sementi, non avevano altra soluzione che vendere i figli. Arrivai li per riscattare un bambino. Pagammo 3.000 dollari direttamente la proprietario del terreno. Fu il primo bambino comperato dalla Fondazione Mago Sales”. Ride invece quando pensa al suo incontro con Madre Teresa e a quanto si divertì al suo spettacolo:”Fui arruolata nella sua squadra. Al mattino mi dava il foglietto dei luoghi dove dovevo fare gli spettacoli. A farmi da assistente c’era Nino Benvenuti, rifugiatosi li per sfuggire ai creditori". La sua ultima creatura sta per nascere a Cherasco e si chiama Smilab. Laboratorio del sorriso, una struttura unica al mondo, che ospiterà un museo animato, una scuola di magia (rivolta in particolare agi operatori del sociale), una fornita biblioteca di magia, un teatro, percorsi magici e tante altre sorprese. Mai espressione fu più appropriata. La direzione, infatti, è in mano a due grandi bambini: Mago Sales e al suo allievo Arturo Brachetti. “Mago ti prego non mollare, continua così! Porta la gioia dei tuoi occhi a quanti più bambini possibile. Allora la tua vita non sarà passata invano” ci uniamo a questo augurio rivolto da un dottore somalo a don Silvio. A fare cose grandi per i piccoli del mondo ci vuole poco, a volte basta un sorriso. “Dio non ti chiederà se sei stato credente, ma se sei stato credibile”: buona Pasqua.

Fonte: “Storie di Piemonte” di Carlo Petrini (Slow Food Editore) pag.45-47

Nessun commento: