10 marzo 2013

"La nusica può cambiare la vita". Intervista a Simona Torretta

Simona Torretta
Simona Torretta è un nome salito tristemente alla ribalta delle cronache nel 2004 per il rapimento avvenuto a Bagdad insieme a Simona Pari. A quel tempo Simona Torretta stava lavorando come volontaria ad un progetto di ricostruzione della Biblioteca di Bagdad. Simona non è stata frenata nella sua voglia di aiutare gli altri da quell’incidente di percorso e oggi, a distanza di otto anni, è ancora testimone gioiosa dell’impegno umanitario a favore delle categorie più fragili. Lo sta facendo in Guatemala, uno dei Paesi a maggior tasso di criminalità e di devianza giovanile. Cooperazione Italiana da poco più di un anno ha attivato a Città del Guatemala il Progetto MuniJoven, che prevede la realizzazione di una serie di orchestre giovanili: attraverso la musica l’intento è quello di strappare bambini e ragazzi dalla strada, trasmettendo loro una passione che in futuro possa anche trasformarsi in occupazione. A coordinare questo progetto è proprio Simona Torretta.

Piccoli guatemaltechi crescono... grazie alla musica. Simona, in che cosa consiste il progetto MuniJoven?
Il progetto MuniJoven, finanziato dalla Cooperazione Italiana, è attivo da oltre un anno e si pone come obiettivo principale quello di rafforzare il Municipio di Città del Guatemala, attraverso lo sviluppo di politiche pubbliche a favore dei giovani che vivono in condizioni svantaggiate e caratterizzate da alti tassi di povertà e di esclusione sociale. In questo ambito si inserisce questa importante iniziativa artistico-culturale e pedagogica, meglio conosciuta con il nome delle “Orchestre Giovanili del Comune di Città del Guatemala”, che si propone attraverso lo studio gratuito della musica di sottrarre i giovani dalla strada riscattandoli da una situazione di miseria e marginalità sociale. Attualmente il progetto MuniJoven che è realizzato in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) porta beneficio a più di 1600 giovani guatemaltechi”.
E’ vero che sta riscuotendo un grande successo?
Una giovane allieva
della scuola di musica
"Si, è vero, è un progetto di grande successo che sta contagiando tutta l’America Centrale, e anche l’Europa. Analoghe orchestre stanno nascendo anche in Italia, sotto il nome di “Sistema delle Orchestre Italiane” e di recente, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, si è svolta un’iniziativa “Costruire con la musica” dove ha partecipato anche la Cooperazione Italiana portando l’esempio del Guatemala, che ha presentato in anteprima un documentario su questo progetto con il nome “Cuento Musical” filmato dal regista italiano Stefano Scialotti. Certamente, questi risultati sono il frutto del lavoro quotidiano di tante persone, che credono nel valore della musica come strumento di coesione sociale".
Come reagiscono i genitori dei piccoli musicisti? Sono accondiscendenti oppure vedono la partecipazione dei loro figli come tempo sottratto ad altre attività?
"I genitori svolgono un ruolo importante, sono loro ad accompagnare i figli alla Scuola di Musica, a fare in modo che possano partecipare ai concerti serali e agli eventi pubblici. Sono presenti e orgogliosi dei risultati raggiunti dai loro figli, e di contribuire alla formazione di una nuova generazione libera dai condizionamenti di un Paese tremendamente diseguale e segnato dalla violenza quotidiana delle bande criminali. Purtroppo il Guatemala offre poche opportunità di svago, che rimangono per lo più accessibili a un numero ristretto di persone. 1600 giovani impegnati nella musica, sono 1600 persone sottratte ai pericoli e alla vita della strada".
Una curiosità: dove avete reperito tutti gli strumenti musicali? È aggiungo anche una seconda curiosità: qual è lo strumento che più affascina i bimbi del Guatemala?
"Gli strumenti musicali sono frutto di donazioni. Il progetto MuniJoven nel 2011 e 2012 ha acquistato un numero complessivo di circa 100 strumenti musicali sia per l’orchestra sinfonica giovanile municipale che per la “marching band”, una nuova formazione musicale formata da 60 giovani integranti. Aggiungo che nel 2011 le orchestre giovanili hanno ricevuto una donazione anche da parte della Enel Cuore Onlus di Roma, per la ristrutturazione di alcuni locali della sede centrale della Scuola di Musica del Municipio di Città di Guatemala. Quindi, attraverso MuniJoven stiamo promuovendo una forte collaborazione tra il Guatemala e l’Italia, anche grazie all’Istituto Italiano di Cultura che invita regolarmente musicisti italiani a realizzare concerti con le orchestre guatemalteche. Inoltre, abbiamo favorito la professionalizzazione all’estero di alcuni musicisti dell’Orchestra Giovanile Municipale e nel 2012 abbiamo consegnato tre borse di studio in Europa per due giovani direttori d’orchestra e per una violoncellista che ha realizzato un corso nella città di Perugia.Rispetto alla seconda curiosità, non saprei, gli interessi sono equamente divisi”.
Potenziali spacciatori che diventano musicisti: fa riflettere su quanto siano determinanti le occasioni che la vita offre...
"Esatto; in Guatemala il 70% della popolazione è al di sotto dei 30 anni e solo una piccola parte accede facilmente al mondo del lavoro. Per tutti gli altri, il futuro è molto incerto. Quindi, offrire una possibilità di crescita personale e professionale attraverso lo studio gratuito della musica è un’opportunità che ti cambia la vita. Questi ragazzi infatti aspirano a diventare non solo dei bravi musicisti, ma anche e soprattutto delle persone migliori".
E Simona Torretta quanto di sè sta mettendo in questo progetto e in che misura si sta sentendo arricchita?
"Io ho avuto una vera e propria infatuazione per questo progetto delle orchestre giovanili del Guatemala. Fin dalla prima volta che li ho sentiti suonare in pubblico sono stata travolta dall’entusiasmo di questo corpo di giovani musicisti e dalla loro bravura tecnica, e da quel momento mi sono impegnata a dare il mio contributo con i mezzi della cooperazione internazionale, facendo conoscere il progetto e lavorando alla costruzione di una rete di sostenitori a livello internazionale. Ho sempre amato la musica classica, e sono contenta di avere avuto la possibilità di arricchire le mie conoscenze musicali, e tra le mie melodie preferite ci sono il “Danzon N. 2” del compositore messicano Arturo Marquez e “Huapango” del compositore messicano Jose Pablo Moncayo".
Lei ha girato il mondo: una ricchezza e una povertà particolari che connotano il Guatemala.
"La ricchezza del Guatemala è formata dalla sua stessa gente, grandi lavoratori che sognano come tutti di avere una vita normale e un lavoro dignitoso. Purtroppo però il Paese è ancora colpito da profonde diseguaglianze sociali che ne impediscono una reale crescita".
Ultima domanda: come lei ben sa a Pavia c’è un’associazione che opera in Guatemala, Ains. Pensa sia possibile un rapporto che porti i pavesi a collaborare con voi?
"Sono in contatto con l’Associazione Ains. E spero presto di poterli conoscere di persona e approfondire le possibilità di collaborazioni, perchè sarebbe molto importante per noi".

Daniela Scherrer
Il Ticino

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