2 marzo 2013

Sono 14 mila i volontari, 2 mila i giovani sotto i 20 anni

Sono 280 le organizzazioni di volontariato in provincia di Pavia iscritte al registro regionale. Dal 2011 al 2012 sono aumentate di 10 unità. Di esse il 47% opera nel settore sociale e il 30% nel settore sanità; a seguire il 21% nel settore cooperazione internazionale, ambiente e cultura. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale si nota una presenza prevalente nel Pavese con il 46%, seguito dalla Lomellina con il 31% e dall'Oltrepò con il 23%. Dal punto di vista del numero di volontari le associazioni della provincia di Pavia sono per lo più di piccole dimensioni: il 63% ha meno di 20 soci, solo il 9% ha più di 60 soci. Le 259 associazioni che hanno compilato la scheda di mantenimento fanno registrare l'impiego di 7.300 volontari; con una proiezione sul totale di 498 associazioni (comprese anche quelle non iscritte) si può ipotizzare la presenza in provincia di Pavia di 14.000 volontari. E veniamo alle fascie d'età: il 42% dei volontari ha tra i 31 e i 54 anni, il 23% tra i 55 e i 64 anni, il 20% oltre i 65 anni. Significativo che il 15% sia sotto i 20 anni poichè si tratta di circa 2000 giovani che in provincia di Pavia svolgono volontariato in modo stabile. Rispetto alla situazione occupazionale il 51,9% dei volontari è occupato in un posto di lavoro, il 35,5% è in pensione e il 12,6% si trova in un'altra condizione (disoccupato, studente, cassintegrato). Circa la metà dei volontari (48%) possiede un diploma di scuola media superiore, il 26,6% ha una laurea, il 25,7% una licenza media. E' interessante valutare numericamente anche la "capacità economica" delle associazioni di volontariato . Sul campione di 259 associazioni risulta che il totale delle entrate è pari a 18 milioni di euro, ipotizzando quindi un valore doppio se consideriamo anche le associazioni non iscritte al registro regionale.A queste entrate corrispondono ovviamente delle uscite, che per l'84% vengono impiegate per l'attività istituzionale (quindi in servizi rivolti alla comunità), per il 5% investiti per iniziative di tipo promozionale e di raccolta fondi, il 13% sostiene gli oneri di supporto generale, il resto per attività accessorie e oneri finanziari.

Matteo Ranzini
Il ticino, 1 marzo 2013

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