18 marzo 2010

Il vantaggio del “chilometro zero”

PAVIA. Mentre le multinazionali spingono alle porte dell’Unione europea per portare in agricoltura i loro “fenomeni”, e chissà che domani non arrivi il “Carnarolen” il riso più coltivato della Baviera, c’è anche chi va esattamente nel verso opposto e si batte per organismi sempre più compatibili con le risorse del territorio. Tra questi i Gruppi di acquisto solidale, che negli ultimi anni hanno avuto una forte espansione in Italia. A Pavia sono circa 120 gli associati del Gruppo di acquisto solidale cittadino, che non nascondono la propria totale chiusura nei confronti dell’impiego di Ogm in agricoltura. «Il Gas Pavia - spiega Luca Giannini, socio del gruppo - impegnato nel promuovere stili di vita e di consumo tali da ridurre al minimo il consumo di risorse del suolo, dell’acqua e dell’aria, oltre che l’inquinamento: questi sono anche i principi ispiratori dell’agricoltura biologica, come richiamati dalla normativa europea che la disciplina. La scelta del Gas Pavia in agricoltura di conseguenza, è quella di preferire le coltivazioni locali, il così detto chilometro zero. L’impiego di Ogm in agricoltura, per come si è sviluppato finora, risponde esclusivamente a una logica di agricoltura intensiva che si focalizza esclusivamente sulla quantità di prodotto ottenibile a tutti i costi». Luca Giannini aggiunge che la maggioranza degli Ogm impiegati nel mondo si caratterizza per la resistenza agli erbicidi a largo spettro o ad altri prodotti chimici che danneggerebbero piante di origine naturale. Un caso per tutti il mais resistente al Glyphosate, un erbicida che uccide ogni vegetale, ma che viene bloccato da un gene artificialmente inserito nei mais Ogm.

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