4 luglio 2009

ALVARO AGUILAR IN ITALIA

Ci sono due sponde del mondo che noi di Ains riusciamo a collegare idealmente. Un pò sospesi tra il favolistico e il reale. Come si addice al nostro stile di sognatori non rassegnati, "operatori laici di solidarietà".Così ci classifichiamo. La sponda dell'Europa e quella dell'America latina: in mezzo un oceano, quello Atlantico. Cominciano ad essere ormai tanti anni che solchiamo questo cielo, che ci incamminiamo su questo magnifico ponte d'azzurro confuso tra nuvole aria e acqua a far tutt'uno con la nostra traversata, fino a raggiungere la dimenticatissima (perchè poverissima, vero?) , bellissima e affascinante terra del Guatemala. Nel Maggio scorso, tuttavia, la via del ponte di nuvole l'ha presa a rovescio il nostro grande amico e collaboratore principale di Ains in Guatemala, Alvaro Aguilar. Nei primi quindici giorni del mese delle rose edizione 2009 Alvaro è stato nostro gradito ospite qui in Italia. Fisicamente ha dimorato nelle stanze di Ruggero e Giulia, qui nella nostra comunità, San Martino Siccomario. Gratitudine va espressa a loro due per questo bel gesto, per questo atto di grande generosità. L'ospitalità rientrava in un disegno, in una proposta che avevamo formulato a lui stesso da parecchio tempo.Una sua visita nel nostro paese, tra le altre cose, gli avrebbe permesso di conoscere la nostra storia, arte, cultura, il nostro ambiente in prima persona.. E così in piccola parte, un pòcorrendo, un po’ dividendoci i compiti è stato. Alvaro ha avuto modo di visitare la nostra Provincia, la nostra città, la Certosa, Milano, i territori circostanti con le loro ineguagliabili bellezze (spesso da noi pavesi snobbate o per abitudine..o per sopravvenuta accidia); e poi ha avuto l'opportunità di allungare il passo e di visitare - sempre accompagnato dal duo Ruggero&Giulia - Assisi e i luoghi di Francesco e Chiara lì nei dintorni.Benchè Alvaro non fosse mai stato in Europa e in Italia non si è dilettato soltanto nel circuito del turismo. Per doveroso che fosse.Alvaro ha illustrato durante la sua permanenza pavese, in viva voce, a molti soggetti che collaborano con noi (scuole, enti, associazioni, oratori, sostenitori locali...ecc..ecc..) la realtà delle zone del Guatemala da noi visitate durante i nostri viaggi. I punti d'appoggio li conosciamo tutti: il Liceo San Josè, le comunità indigene sparse sui monti, la Casa delle bimbe di Mazate. Inutile qui dilungarsi. Viva voce, perchè Alvaro non è una persona qualunque: è un testimone diretto dei bisogni, spesso estremi, di cui necessita una nazione come il Guatemala. Testimone, per il lavoro quotidiano che svolge essendo un dirigente di primo piano della fondazione CFCA; testimone, perchè crede in quello che fa, perchè è consapevole - pur in mezzo a un milione di difficoltà e ponendosi contro un mondo che gira sovente a rovescio - che non fare sarebbe peggio. Non tanto per lui o per noi: ma per il resto della "sua gente" come lui ama ripetere. Che ha bisogno ogni istante di essere aiutata a riscattarsi. La "sua gente" la conosciamo bene anche noi: le persone in fila alla Clinica per ricevere un aiuto, una cura , un medicinale; i bimbi e le bimbe della Scuola di El Rancho; le sorelle delle Carità di Maria Immacolata; le bimbe e le ragazze di Mazate; i campesinos indigeni e le loro famiglie sparse sulle montagne, e tanti altri che in Guatemala devono sopravvivere con un dollaro al giorno. Così va il mondo, quello reale; non quello delle belle e illusorie gabbie dorate che i poteri dominanti dell'Occidente sono riusciti a costruire intorno a noi. Anestetizzando cuori e menti. Con grave danno per il nostro vivere civile.Giriamo pagina. Noi, però, continuiamo a suonare la nostra musica. Al massimo ci concediamo qualche variazione sul tema...Dopo 15 giorni trascorsi in magnifica sintonia (compresa la pizza finale) col nostro gruppo Alvaro ha ripreso l'aereo per tornare a casa sua, a El Rancho. Tra poco lo riprenderemo anche noi. Gli abbracci e l'umanità in Guatemala non mancano.

(Emanuele Chiodini)

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