17 maggio 2010

Caro-poste, associazioni in crisi

Le nuove tariffe faranno lievitare i costi di dieci volte
Il Centro servizi volontariato: «Danneggiate moltissime Onlus»


PAVIA. Associazioni in ginocchio a causa dei rincari delle tariffe postali per le Onlus decretati all’inizio di aprile. «Noi con 38 euro riuscivamo a spedire 250 giornalini - spiega Anna Passiatore, dell’associazione parkinsoniani -. Ora ci costa quasi 300 euro, 1.200 l’anno». Un peso per una onlus. «Non possiamo siamo togliere un servizio così indispensabile per i soci». «Dall’altra parte dovremo dirottare i fondi dedicati a progetti, musicoterapia, ginnastica dolce, cose utili per i malati di parkinson». «In un periodo di dichiarazioni dei redditi sono state danneggiate potenzialmente tutte le associazioni che raccolgono il 5 per mille», dichiara Alice Moggi, responsabile progettazione del Centro servizi volontariato della provincia di Pavia. Con il decreto, approvato il 30 marzo e pubblicato il 1 aprile a tempo di record sulla gazzetta ufficiale, sono state tolte infatti le agevolazioni postali alle onlus: quintuplicati i costi della corrispondenza. E se prima spedire una lettera costava 0,05 euro, ora ne costa 0,28. «Anche noi come Csv siamo stati toccati direttamente: l’incremento dei costi di spedizione complica la comunicazione con le associazioni: stiamo cercando di diminuire al massimo le comunicazioni cartacee, sostituendole, dove possibile, con le email. Ma non tutte le associazioni sono attrezzate». Come non sono attrezzati tutti i sostenitori, perché il divario digitale in Italia è ancora grande. «L’associazione Italia Uganda Onlus ogni anno spedisce più di un milione di lettere e giornalini con i quali teniamo informati i nostri sostenitori di quello che facciamo e chiediamo il loro aiuto per i progetti in corso - spiega il presidente Fabio Salvatore -. I nostri sostenitori usano poco internet, la maggior parte sono persone di una certa età, e quindi per comunicare con loro la posta ci è indispensabile». Questo significa dirittare fondi dai progetti: «Solo per le nostre spedizioni prevediamo un aumento dei costi di 200 mila euro l’anno - conferma Salvatore - che purtroppo saremo costretti a togliere dai fondi che raccogliamo perché le donazioni raccolte a scopo gestionale non basteranno più. Naturalmente questo vuol dire meno bambini a scuola». Il decreto postale fa seguito al taglio dei fondi della cooperazione, e la situazione è ancora incerta: in Parlamento si discute una possibile soluzione. «In un periodo di crisi tagliare gli aiuti è controproducente perché impedisce di intervenire nelle situazioni di bisogno - conclude Salvatore -. E l’incertezza normativa, insieme al fatto che il decreto sia arrivato ad anno già iniziato, ci impedisce di fare una corretta pianificazione dei costi».

(anna ghezzi-la provincia pavese, 17 maggio 2010)

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