26 maggio 2010

Ticozzi: «In un film racconto Mino Milani e tutto il suo mondo»

Il documentario verrà proiettato in anteprima domani pomeriggio al cinema Corallo Ritz di Pavia

PAVIA. Guardare la lettura e scoprire la scrittura per ragazzi attraverso uno dei principali protagonisti del novecento: è l’idea alla base del documentario “Mino Milani, scrittore d’avventura (un ritratto)” del pluripremiato regista pavese Filippo Ticozzi. Il documentario, prodotto da «La città incantata» grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Lombardia che ha finanziato interamente il lavoro, sarà proiettato in anteprima all’inaugurazione del Bambinfestival domani alle 18 al cinema Corallo presentato da Guido Affini, libreria Il delfino e premio Andersen 2010.
Un ritratto di Mino Milani e dei suoi quasi settant’anni di scrittura seguendo lTommy River, Efrem e Fanfulla. Ma anche i primi testi italiani di fantascienza, i primi fumetti. «Per far uscire i perché di Milani, scrittore d’avventura», spiega Ticozzi.
Non è una biografia, non è un documentario sulla città. Anche se parte da chi, per tutta la vità, ne è stato l’immagine in Italia. Com’è nato?
«Il documentario nasce da un’idea venuta a me e Alice (Moggi, ndr), una galleria di ritratti pavesi: Pavia non ha così tanti personaggi di spicco dal punto di vista culturale. Dunque, per cominciare sembrava ideale partire dal nostro scrittore più grande. Ne è nato un ritratto che si basa su Mino Milani e la scrittura, Milani e la lettura. Non mancano gli accenni alla sua storia e alla Storia, ma senza cadere sulla curiosità fine a sé stessa».
Qual è il filo conduttore?
«Essenzialmente si parla del rapporto tra Milani e la scrittura, e in particolare di scrittura per ragazzi dove è stato il vero innovatore».
Quello che emerge è un ritratto astratto. Legato al chiuso dei luoghi della creazione: l’unico esterno è San Pietro in Ciel d’Oro, lo spazio che si vede dalla sua finestra...
«Ho cercato di mettere al centro i pensieri: il centro di tutto è Mino Milani e il suo mondo, che poi è il suo studio. Dove sono state fatte la maggior parte delle riprese. Però non è solo un’intervista, è il tentativo di rendere vivo il luogo in cui crea, dove ci sono i suoi libri, ma anche quelli degli scrittori di cui si circonda. Mino si mostra sul filo dei ricordi o mentre scrive. Giorgio Scianna racconta l’esperienza di scrittore, Guido Affini del rapporto con la città e la libreria, il professor Fernando Rotondo parla di stile».
Poi c’è il Corriere...
«Grazie alla fondazione del Corriere siamo andati a riprendere i vecchi numeri del Corriere dei piccoli dove ha pubblicato i primi fumetti. E poi, grazie al professor Giuseppe Polimeni, studioso e appassionato, abbiamo avuto a disposizione edizioni rare a vecchissime dei suoi libri».
Come ha “conosciuto” Milani, scrittore per ragazzi?
«Non lo conoscevo. Poi ho letto “L’ultimo lupo”, bellissimo, con una scrittura psicologica, d’azione, moderna. Da lì sono passato a “Un angelo, probabilmente”, che mi ha “portato via”. A quel punto l’ho chiamato. Anche per capirne un po’ di più di letteratura per ragazzi: è davvero di serie B?».

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