19 agosto 2010

Ains arruola medici e infermieri per il Guatemala

Ecco il progetto “Giornata della salute”: sei tappe fino a dicembre nei villaggi più poveri
PAVIA. Un intero villaggio in fila, per farsi visitare. E’ il progetto promosso da Ains, la onlus pavese che da anni coopera con il Guatemala. «Si chiama “Giornata della salute” - dice Ruggero Rizzini, infermiere fondatore della onlus -. E’ un progetto sperimentale che quest’anno ci autofinanziamo. Ma per il prossimo anno apriamo le porte a nuove collaborazioni. E invitiamo infermieri e medici pavesi a diventare volontari: è un’esperienza unica. Nel 2011 la apriremo a chi volesse partecipare, per ora invece è affidata ai medici e agli operatori del posto».
Patologie che qui raramente si intercettano, malattie dimenticate che però, a volte, arrivano anche nel pronto soccorso dei nostri ospeali con gli immigrati. Le “giornate della salute” sono partite all’inizio dell’estate. In tutto sono sei tappe, fino a dicembre. «Prima di partire con le visite ci siamo informati al centro di Salute di Jocotàn - spiega Alejandra Ramirez Perez, uno dei cinque giovani studenti del quinto anno di medicina dell’Università di città del Guatemala -. E l’infermiera ci ha annunciato che avremmo incontrato persone con anemia, raffreddore, malattie del fegato, parassitismo, presenza di funghi, ustioni, allergie, artrite, dissenteria amebica e gastrite». Intere famiglie, mamme con i figli in fasce tra le braccia, piccoli scalzi ma anche molti uomini, Tutti ordinatamente in fila fuori dal dispensario. Tanti i farmaci richiesti, che hanno comportato la spesa maggore del progetto. «Abbiamo riscontrato molte piccole ustioni, soprattutto nei bambini - dice la dottoressa - causate dal contatto con i fuochi che normalmente vengono accesi all’interno delle umili case. Fuochi accesi quasi tutto il giorno e utilizzate per cucinare e scaldarsi. Ma abbiamo curato anche molte infezioni intestinali, carenze vitaminiche per malnutrizione e soprattutto difficoltà respiratorie per il fumo respirato all’interno delle abitazioni». Sono state visitate moltissime persone. E altrettante ne arriveranno alle prossime Giornate della Salute. «Un ruolo importantissimo lo svolge l’infermiera che insegna educazione sanitaria alle mamme - spiega la dottoressa -.
In questo villaggio ci sono 324 famiglie con 54 bambini, non c’è acqua, la situazione igienica è scadente, non c’è luce e dal punto di vista alimentare molte sono le carenze nutritive». L’alimentazione è composta esclusivamente da mais, fagioli e caffè, poca verdura e pochissima frutta. Chi volesse partecipare nel 2011 al progetto in Guatemala può contattare Ains all’indirizzo associazioneains@yahoo.it.
(martia grazia piccaluga- la provincia pavese, 18 agosto 2010)

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