1 settembre 2008

UNA RETE SOCIALE NATA IN CORSIA

DALL’INIZIATIVA DI ALCUNI INFERMIERI DELL’OSPEDALE DI PAVIA, IN’ASSOCIAZIONE CHE OPERA A FAVORE DI SITUAZIONI DI EMARGINAZIONE IN ITALIA E ALL’ESTERO.

a cura di Claudio Ragaini, famiglia cristiana – n. 27/2008

Una decina di anni fa, due infermieri dell’Ospedale San Matteo di Pavia, in servizio in reparti particolarmente impegnativi (infettivi e psichiatria), cominciarono a interrogarsi sul loro ruolo professionale, non soltanto all’interno della struttura nella quale lavoravano, ma in una proiezione esterna, a contatto con i problemi e i disagi della società. In altre parole si domandavano: il compito dell’infermiere si esaurisce in corsia, nel lavoro quotidiano di assistenza ai malati, o non deve estendersi anche alla cura e al soddisfacimento dei bisogni primari del prossimo vicino o lontano che sia?
I contatti con un prete-operaio, don Renato Piccini, che operava in Guatemala e che aprì loro la conoscenza della realtà del Paese centroamericano, diede una prima risposta alle loro domande. E fu così che a Pavia nacque in quegli anni l’Associazione italiana nursing sociale (Ains), che si propone di operare a favore di situazioni di povertà ed emarginazione, tanto in Italia che all’estero, sia attraverso un’attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sia con interventi diretti in campo sociale, sanitario ed educativo.
Sinergie di forze
I contatti con il Guatemala hanno portato in questi anni a sviluppare una serie di progetti gestiti con un’associazione non governativa locale, Fundamaya, nel villaggio di El Rancho, un centro di 10 mila abitanti a 90 chilometri da Città di Guatemala, dove esistono una clinica gestita da alcune suore, un paio di scuole, ed in costruzione un centro di aggregazione.
I progetti sostenuti dall’Ains con il coinvolgimento dei suoi soci sono diversi: sussidi scolastici per i bambini delle elementari, ricostruzione di case distrutte dall’uragano, corsi per infermiere, dotazione di forni per cucinare, l’acquisto e la consegna di 10 capre ad altrettante famiglie per avviare un’attività di allevamento e commercio nella piccola comunità.
L’aspetto interessante dell’attività dell’associazione pavese è dato dall’essersi aperta alla collaborazione con altre realtà del volontariato sociale cittadino: una “rete” di attività solidali diverse (il cui nome “TIK” è mutuato dalla lingua Maya e significa “NOI”) che coprono diverse realtà, dal sociale, all’ambientale, allo sport.
Viste da vicino sono: la cooperativa sociale “La Piracanta”, le associazioni di volontariato “Cuore Clown Onlus”, “Incontramondi” e “Per Fare un Albero” e il progetto “Per una cultura della solidarietà con lo sport”, che ha come messaggere le ragazze della squadra di pallavolo di Pavia.
Un esempio di sinergie sul territorio che può essere d’esempio ad altre organizzazioni di solidarietà.
“ Il nostro proposito “, dice il presidente Ruggero Rizzini, “ è di allargarci ad altre realtà e di continuare a fare informazione e formazione, soprattutto nelle scuole, perché la gente esca da questo sonno che ci circonda e impari a vedere quel che succede nel mondo”.

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