7 marzo 2011

8 Marzo sempre...con Gabriela Mistral e le bimbe di Mazatenango....

I viaggi verso il Guatemala si susseguono.
A Gennaio, come da tanti anni a questa parte, Ruggero e Giulia.
A marzo, tra poco, il 14, toccherà ad Emanuele.
Il tema è noto, ma noi lo riproponiamo sempre: con la stessa forza d'animo e lo stesso piacere eloquente.
Rinnoviamo il pensiero sulla Casa di Mazatenango in questo 8 marzo 2011. Una Casa abitata da donne, tre suore e quaranta bambine.
8 marzo, non sia mai considerata una data banale da confodersi con ritmi sciocchi del consumismo e con le luci ipnotiche del supermercato global anonimo e senza coscienza.
8 Marzo è dignità del genere umano composto da donne e uomini insieme alleati per costruire un mondo più giusto e umano. Alleati: nè competizione, ne' sopraffazione del più forte sul più debole. 8 Marzo significa affermazione della libertà di scegliersi il proprio destino, di autodeterminarsi, e consapevoli non di essere soli a se stessi ma facenti parte di un grande disegno di comunione universale.
8 Marzo sempre, tutto l'anno. Siamo stanchi di leggere ogni giorno notizie di violenze e di corpi violati, maltratti, abusati, venduti. La corporeità è sacra: chi la vìola o la vende (o è costretto a venderla), dovunque esso sia, chiunque esso sia oltraggia in modo sistematico il vertice della creazione e dell'evoluzione del genere umano.
8 Marzo sempre, perchè questa data sia un momento di memoria viva- senza retoriche afasiche, atoniche, asfittiche, senza significati improprii -, delle donne, lavoratrici, mamme, nonne, unite insieme dallo stesso comune dna della dignità.
8 Marzo a Mazatenango con le bimbe divise tra scuola, giochi, lavori domestici, preghiere, sogni, cammini, storie, colori...
Come quelli brillanti che dipingono di bellezza il loro giardino tropicale
8 Marzo tutto l'anno con le bimbe di Mazatenango tenendo per mano questi versi di Gabriela Mistral
che ci accompagnano in una Ronda de los Colores

Azul loco y verde loco
del lino en rama en flor.
Mareando las oleadas
baila el lindo azuleador.
Cuando el azul se deshoia,
sigue el verde danzador:
verde-trébol, verde-oliva
y el gayo verde-limon.
Vaya hermosura, vaya el color!
Rojo manso y rojo bravo
rosa y clavel reventòn
cuando los verdes se rinden,
él salta como un campeon.
Bailan uno tras el otro,
no se sabe cual mejor,
y los rojos bailan tanto
que se queman en su ardor.
Vaya locura, Vaya el color!
El amarillo se viene
grande y lleno de fervor
y le abren paso todos
como viendo a Agamenon.
A lo humano y lo divino
baila el santo resplandor:
aromos gajos dorados
y el azafran volador.
Vaya el delirio, vaya el color!
Y por fin se van siguiendo
al parvo-real del sol,
que lo recoge y los lleva
como un padre o un ladron.
Mano a mano con nosotros
todos eran, ya no son:
el cuento del mundo muere
al morir del contador!!

(G. Mistral, tratto dalla raccolta "Ternura")

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causale: progetto Mazatenango

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