20 marzo 2011

Fuori dal coro

Gli ultimi sono tutti coloro che non rientrano negli schemi, che vengono esclusi dalle masse, non solo perché sono poveri.
Gli ultimi sono l’ultima barriera di un’umanità che resiste contro la barbarie delle mode, dei pensieri e degli stili di vita di quello sciame inquieto di consumatori che popola le nostre strade.
Gli ultimi sono quelli che ritengono i banchieri più pericolosi degli zingari.
Gli ultimi sono coloro che non si arricchiscono grazie alla furbizia.
Gli ultimi sono quelli che credono nel lavoro e nella fatica e non nell’intrallazzo o nelle raccomandazioni.
Gli ultimi sono quelli che hanno memoria del passato e delle proprie radici culturali, e che grazie a questa forza non hanno paura dello straniero.
Gli ultimi sono i contadini.
Gli ultimi sono i solitari che hanno scelto una vita appartata invece della solitudine chiassosa della città.
Gli ultimi sono quelli che non subiscono le seduzioni del palazzo o delle poltrone.
Gli ultimi sono coloro che credono nella pace come valore universale.
Gli ultimi sono quelli che non hanno bisogno di impianti d’allarme, telecamere e muraglioni da costruire.
Gli ultimi sono i bambini costretti a prostituirsi.
Gli ultimi sono i bambini di tutte le razze.
Gli ultimi sono quelli che dietro una cattedra rischiano la vita perché credono nella cultura e nella scuola.
Gli ultimi sono coloro che anche da morti chiamiamo clandestini.
Gli ultimi sono tutti quelli che scelgono di stare sempre dalla parte dei più deboli.
Sono questi gli ultimi che ho incontrato, nella convinzione che, se fossero ascoltati, avrebbero molto da insegnarci.

Pino Petruzzelli
Gli ultimi, 2011 Chiarelettere editore srl
"Gli ultimi che intendo - scrive l'autore - sono persone che riescono a capovolgere le sorti di una vita in apparenza compromessa." Solitari ma non soli. La dignità prima di tutto. A volte provocano, a volte possono disturbare, ma è la loro semplicità che può dar fastidio. La semplicità è una dote difficile da conquistare, diceva Chaplin. Petruzzelli accompagna il lettore in un viaggio lungo dieci anni. Incontri sorprendenti come quello con uno degli ultimi beduini che ancora vivono nel deserto del Negev.o con Zeidan, muratore palestinese che si è guadagnato da vivere costruendo il muro della vergogna che separa Israele dai Territori palestinesi. Fuori dal coro c'è il guardaboschi amico di Mario Rigoni Sterri che difende la montagna e la sua cultura, il maestro d'ascia di Lampedusa che conduce una battaglia solitaria contro l'inquinamento, e molti altri. Non sono perdenti né vincenti. Loro hanno scelto altre regole del gioco.

Pagine: 201
Editore: Chiarelettere
Anno di pubblicazione 2011

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