18 marzo 2011

Salita a El Poshte...notizie dal Guatemala

Giovedì 17 marzo 2011,21:05
Da:"Emanuele.chiodini"
A:ruggerorizzini@yahoo.it,mo.di@libero.it,giulia.d65@libero.it,abellingeri@venus.it

In questo preciso momento a El Rancho sta piovendo a dirotto. C'e' un clima decisamente anomalo per essere dalle parti dei Tropici.
Gia' da ieri sera la temperatura stava scendendo e, tra la notte e oggi pomeriggio, ci troviamo nel bel mezzo di acquazzoni.
Non si puo' dire che faccia freddo, ma date le latitudini in cui siamo, la gente di qui si lamenta non poco, abituati come sono, nel bel mezzo del mese di marzo, nel bel mezzo dell'estate, a gradazioni di calore elevate, al sole nel pieno del vigore, ad un caldo continuo e persistente.
E invece questa volta no, quest'anno no. Siamo in un fresco ventilato addobbato da un cielo sempre pieno di nuvole gonfie d'acqua: molte di passaggio, alcune disperdono il loro carico di gocce da queste parti.
E ci bagnano. E bagnano la festa patronale di San Jose'.
Stamattina accompagnati da questa scenografia, divenuta autenticamente lussureggiante dato il favore atmosferico, siamo stati, insieme ad un equipe del CFCA guidata da Alvaro Aguilar nell'aldea di El Poshte situata nelle montagne circostanti El Rancho e Las Champas.
Il cammino e' sempre terribilmente accidentato per raggiungere le persone residenti in questo villaggio; strada sconnessa e dimenticata utilizzata per lo piu' da questi coraggiosi campesinos a piedi, ovvero con l'unico mezzo di trasporto di cui dispongono.
Si esce dal Rancho, si passa in mezzo al mercato permanente della Champas, si attraversa la carretera all'Atlantico sempre disastrosamente popolata da camion di ogni dimensione e poi si sale, si sale. Prima un strada in terra battuta, poi via via una strada piu' stretta di sassi e pietre, potremmo dire una mulattiera, fintanto che l'altezza ci lascia intrevvedere alle nostre spalle la valle del Motagua nella sua rigogliosa bellezza.
Si sale, si incontra il brullo delle pietre, marroni, bianche e giallastre, ma leggere nelle sfumature, sovrastato dal verde brillante del bosco abitato a sua volta da volatil dal piumaggio di ogni colore e da variopinte farfalle danzanti in assoluta liberta'.
Si sale e, varcata una nuvola, si arriva a El Poshte.
Piccola comunita' di campesinos, degna nella sue difficolta', e paziente, forse troppo , nel soddisfacimento dei suoi bisogni.
Comunita' abbandonata, forse perche', alla fine, allo stato del Guatemala cosa importa preoccuparsi di mete irraggiungibili?
Di persone comunque 'lontane' da una strada o da un centro abitato?
Insomma chisseneimporta. Che se la cavino da soli questi montanari. In fondo sono li' da secoli.
E allora si cerca la soluzione, non facile, ma realizzabile nei suoi fondamenti principali.
E allora vediamo i colllaboratori del CFCA scaricare dal PK borsate di aiuti alimentari e razioni di soya.
Vediamo sorgere un nuovo salone ad uso comunitario.
Scorgiamo in mezzo alla vegetazione viva e accogliente l'aula scolare dove tutti i 15 bambini di lassu' se ne vanno a studiare:maestro unico e classe unica.
Alle 10,30 anche per loro scatta il momento della 'ricreazione'...ve lo immaginate l'intervallo a El Poshte?.. tra corse in mezzo agli arbusti, scavalcando cani e gatti magrissimi e dormienti, saltando da un rivolo d'acqua all'altro...
Anche noi verso le undici scendiamo , il clima non permette di restare oltre e non sia mai che il PK si impantani, magari ai bordi di un dirupo; sarebbero guai seri.
El Poshte resta una comunita' amica. I bambini vanno a scuola, questo e' quello che ci siamo prefissati di raggiungere da ultimo e cosi', grazie a tutti i nostri sostenitori, e' stato.
Forse queste persone da secoli sfruttate e dimenticate avrebbero tutti i titoli per ribellarsi.
O forse, alla lunga, avranno ragione loro ad abitare su una vetta. In mezzo ad una nuvola galante.
E lontano da radiazioni nucleari, prodotto della stupidita' dell'uomo contemporaneo assetato di egoistica conquista.
A El Poshte le uniche radiazioni si chiamo raggi, quelli del sole, quello vero.

emanuele chiodini

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