14 marzo 2011

Conversazione con Monsigror Alvaro Ramazzini

Ci arrivano notizie allarmanti relative alla costruzione di centrali idroelettriche, in particolare della centrale che ENEL sta costruendo in Quichè. Che cosa ci può dire?
" Della centrale ENEL non so molto, perché si trova lontano, nel Quichè. Ma noi abbiamo un problema simile nella zona di San Marcos. Mi spiego. Secondo la legge sull’elettricità del Guatemala, ci sono coloro che producono l’energia, coloro che la trasportano e coloro che la distribuiscono. A San Marcos abbiamo questa grande azienda spagnola che si chiama Unión Fenosa. Durante il governo di Alvaro Arzù, quando sono stati firmati gli accordi di pace, Arzù cedette i diritti di distribuzione dell’energia elettrica a questa compagnia, vendendoli a prezzo molto basso. E’ questa una delle critiche che si possono rivolgere a questo presidente, che ha privatizzato non solo il sistema telefonico ma anche l’elettricità. Quando Unión Fenosa è arrivata sembrava che tutto andasse bene. Con il passare del tempo ci siamo accorti che hanno cominciato ad aumentare i prezzi, che poi non solo hanno aumentato i prezzi ma anche che i prezzi non corrispondevano al reale consumo. Tutto ciò è stato documentato ed è iniziato un movimento di resistenza contro Unión Fenosa. È proprio nella zona di San Marcos che è iniziata la protesta, perché la gente pensava che fosse sufficiente segnalare il problema con delle denunce. Ma poi si sono resi conto che non cambiava nulla, e che l’unica alternativa era prendere misure di fatto. Quindi hanno deciso di non pagare più le bollette dell’energia. Noi ci siamo messi dentro questo problema, e purtroppo nel 2009 uno dei leader che apparteneva al nostro gruppo è stato assassinato. Poi sono state uccise altre due persone, in totale tre leader che erano a capo del movimento di resistenza contro Unión Fenosa. Finora il problema non è stato risolto. Abbiamo chiesto udienza al presidente della repubblica quasi un anno fa, perché la gente pensa che solo lui può aiutarci, ma finora non ci ha ancora ricevuti. "
Perché la gente si oppone alla costruzione delle grandi centrali idroelettriche?
"La gente si oppone per due ragioni importanti. La prima è perché i cittadini dicono: a che cosa ci serve che usino l’acqua dei nostri fiumi (secondo la Costituzione l’acqua è pubblica e quindi l’iniziativa privata non dovrebbe fare uso di questa acqua), che beneficio ne avranno le comunità, quando poi dovranno pagare l’elettricità al prezzo imposto dalla compagnia spagnola? E la seconda ragione è che bisogna tenere in considerazione l’Accordo 169 della Organizzazione internazionale del Lavoro, secondo il quale prima di iniziare qualsiasi progetto di sviluppo in un territorio indigeno, bisogna sempre consultare le comunità indigene. E se le comunità dicono di no, lo Stato deve rispettare la decisione, perché lo Stato del Guatemala ha ratificato l’accordo 169.
Questi sono i maggiori disagi che manifestano le comunità indigene di fronte ai grandi progetti nei loro territori.
Il problema è che in Guatemala abbiamo un sistema legale che favorisce sempre i piccoli gruppi che detengono il potere economico. L’anno scorso è stata approvata una legge, chiamata “Legge di Iniziativa privata e dello sviluppo economico” che permette a questi gruppi privati di avere una libertà grandissima. "
Daniela Sangalli, Colognola ai Colli, 23 febbraio 2011

tratto da http://orizzonte-guatemala.blogspot.com/

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