10 novembre 2010

Aldea Chanrayo, incontro con le dieci donne del progetto “caffe di soya”

Registrazione del 12 ottobre 2010

Alvaro: “Sono oggi qui con voi accompagnato da due amici dell’Italia. Ruggero, presidente dell’associazione ains onlus che sta appoggiando l’organizzazione Moises Lira Serafin anche in questo progetto di lavorazione della soya che è poi la soya che avete ricevuto per trasformarlo in latte. Il progetto prevedeva anche un periodo di formazione, se vi ricordate, che vi è stata fatta qualche mese fa. Ains ha appoggiato anche questo progetto di microcredito attraverso l’associazione Moises Lira per iniziare questa vostra piccola impresa. Con Ruggero c’è Veronica che è metà del Guatemala e metà italiana perché suo papà è del Guatemala. È la prima volta che viene qui in questa area ma sono molte le volte che è venuta nel nostro paese che è anche un po il suo. Il presidente di ains, Ruggero, sono 12 anni che viene in Guatemala. Lui venne con Giulia, se vi ricordate, la sposa, a gennaio quando stavate lavorando la soya e con la massa rimanente dalla bollitura e successiva spremitura dei semi, abbiamo cucinato gli spaghetti. Noi che seguiamo il progetto settimanalmente siamo molto contenti perché questo progetto di produzione di caffè di soya sta funzionando bene e sono 2-3 mesi che viene prodotto con un guadagno giornaliero per le donne di 30 quetzales (circa 3 euro). Il progetto è partito anche se la strada da percorrere è ancora lunga. La nostra speranza è che entro un anno possano, attraverso la vendita, tenere il proprio capitale dopo aver pagato il credito iniziale e continuare questo progetto. Attualmente riescono, attraverso la vendita, a pagarsi solamente le giornate di lavoro. Però siamo fiduciosi perché il caffè di soya è un prodotto molto apprezzato dalle famiglie, che sostituisce il caffè nell’alimentazione dei bambini e degli anziani essendo più leggero”.
(rivolgendosi alle donne del gruppo)
Ora vi chiedo di presentarvi agli amici italiani dicendo il vostro nome, cognome, quanti figli avete e come vedete il progetto. Chi comincia?”.
Io ho 5 figli e mi chiamo Lucila”.
Io 3 figli e mi chiamo Clara Luz Castro”.
Io sono Juventina Castro Ortiz e ho 5 figli”.
Alvaro: “Lei è la padrona della casa che mette a disposizione gratuitamente per lavorare la soya”.
Io sono Alicia e ho 8 figli”.
Io Livia e ho 10 figli”.
Io Maria Elena e ho 4 figli vivi”.
Io Olivia e ho 9 figli vivi e 2 morti”.
Io Vilma Jolanda e ho 6 figli”.
Io Ersilia e ne ho 11 però ne ho 9 vivi e 2 morti”.
Io mi chiamo Veronica e ho 4 figli e sono incinta del quinto”.
Alvaro:
Si fa controllare alla clinica medica mobile che c’è lungo la strada per arrivare alla comunità? Va dal dottore?”.
Veronica: “No, non vado”.
Alvaro:
Raccontate agli amici italiani come vedete il progetto…se avete litigato (sorrisi delle donne)….come vi pare il progetto, se state guadagnando bene, quali sono le difficoltà, come pensate di migliorarlo, come continuarlo…”.
Juventina Castro Ortiz: “Per noi questo progetto è un’alternativa per aiutare economicamente la nostra famiglia. Guadagnando 30 quetzales (circa 3 euro) per ogni giorno di lavoro nel progetto abbiamo migliorato la nostra alimentazione e quella dei bambini, riusciamo a mandarli a scuola comprando loro un quaderno o un libro quando serve e riusciamo singolarmente a risparmiare”
Alvaro: “Voi cosa facevate prima di iniziare questo progetto
?”.
Clara Luz Castro: “La maggior parte di noi, prima, non aveva nessun lavoro fisso. Eravamo in casa a pulire, cucinare e guardare i nostri figli. Io quando trovavo della frutta andavo al mercato a venderla. Solo questo che faccio anche ora
”.
Alvaro:E quanto guadagnava andando a vendere la frutta?”.
Clara Luz Castro: “
Dipende…”.
Alvaro: “
Più o meno quanto?”.
Clara Luz Castro: “
duecento o trecento quetzales….”.
Alvaro: “
al mese?”.
Clara Luz Castro: “No, in 2-3 giorni però non sempre. Guadagnavo bene però c’era la spesa del trasporto con il pikup, due volte al giorno e il cibo per me, per le tortillas”.
Alvaro: “E oltre a questo lavoro cosa fate durante il giorno? Andate a seminare il mais e i fagioli o state solo in casa?”.
Ersilia: “No, oltre alla casa andiamo anche nei campi a seminare o a pulirli quando serve…”.
Alvaro: “
E cosa dice vostro marito di questo progetto con la soya?”.
Ersilia: “E’ contento. Portiamo a casa i soldi e loro sono contenti”.
Alvaro: “
Solo per questo?”.
Ersilia: “Sono contenti perché ci vedono contente”.
Alvaro: “
Bene…..continuiamo a collaborare, ad appoggiarvi sia come associazione Moises Lira, come Ains e come C.F.C.A. che appadrina (sostiene scolasticamente) i vostri figli. Continuiamo insieme a lavorare perché è importante che voi abbiate la possibilità di creare una piccola impresa che sia fonte di guadagno. Avete visto quanta è stata importante la formazione e quanto sia stato utile l’incontro con gli amici di Aguahiel che sono venuti ad insegnarvi come trattare i semi di soya. Questo scambio di conoscenze è molto importante. Noi abbiamo molta fiducia in voi e siamo convinti che attraverso il vostro impegno, il vostro lavoro, si possa cambiare la situazione vostra famigliare e della comunità. Entro un anno pensiamo che si possa migliorare il progetto. Ieri siamo andati a visitare il gruppo di donne del progetto shampoo e abbiamo visto quanto è migliorata la loro situazione economica e famigliare. Ora loro guadagnano 50 quetzales per giornata lavorativa, hanno restituito i due crediti prestati e con l’interesse mensile hanno iniziato a risparmiare. Sono passati 16 mesi da quando è partito il progetto, voi siete partiti dopo, però sonono convinto che lentamente, senza avere fretta riuscirete anche voi ad arrivare agli stessi risultati. Noi non possiamo solamente darvi aiuti e quetzales, non sarebbe giusto. Dobbiamo insieme pensare ad un progetto e lavorare. Quanto vi sta aiutando la soya?”.
Juventina Castro Ortiz: “Abbastanza perché sostituisce i fagioli che costano molto”.
Alvaro: “Quest’anno il costo è aumentato molto. Proprio oggi alcuni collaboratori di C.F.C.A. sono in capitale per acquistare 10 quintali di soya e per telefono mi hannocomunicato che il costo da 225 quetzales è passato a 350. E’ aumentato di 125 quetzales ed è difficile darlo a tutte le 200 famiglie del progetto scolastico di C.F.C.A. Per questo motivo è importante il progetto di lavorazione per creare un sistema di autofinanziamento. Staiamo comunque cercando un’altra organizzazione che ci possa aiutare per fare il latte di soya……vedo che vi piace molto….”.
Ersilia:”Si, il caffè ci piace molto e lo stiamo consumando. Lo devono soprattutto i bambini perché è più nutriente e più leggero”.
Alvaro:”Bene, noi siamo molto contenti del lavoro che state facendo e vi chiediamo di continuare a lavorare unite, insieme e se avete qualche problema parlatene prima tra di voi per trovare una soluzione e se poi avete bisogno sapete che noi ci siamo”.

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