In questo periodo di Coronavirus è veramente dura e viene un po’ d’ansia se si pensa a cosa sarà domani, cosa sarà quando tutto sarà finito, sarà terminato e ricominceremo ad affollare le strade e le piazze. Intanto godiamoci questo nostro rimanere in casa per leggere, rimettere a posto alcune cose, ripensare e riprogettare. Alcuni dei nostri soci sono Infermieri per cui continuano a lavorare, come è logico che sia. Altri si sono fermati con le attività: la bottega PRESI NELLA RETE, è chiusa e le amiche de IL MONDO GIRA hanno bloccato le attività culturali, i volontari Clown di CUORE CLOWN si sono presi un momento di riposo e tutto è rimandato compreso il percorso teatrale con gli amici senza fissa dimora di IN&OUT. Ricominceremo al più presto con più idee, creatività e voglia di fare. Questa è l’unica certezza! Sicuramente il coronavirus ci sta dimostrando che i muri non funzionano e nessuno si salva da solo se non costruiamo ponti! Punto e basta! Non c’è altro da dire e aggiungere! Se ragioniamo su volontariato e associazionismo, invece, tante realtà rischiano veramente di non essere più di sostegno ed aiuto a chi ha bisogno, a chi è fragile, nella nostra provincia e all’estero. Non iniziamo proprio ora a piangerci addosso perché non lo vogliamo fare e non è nel nostro stile perché si continua nonostante tutto e siamo abituati a tirarci su le maniche, ad esser positivi, e a continuare a fare le cose che facciamo prendendoci le nostre responsabilità. Pero è un dato di fatto che il coronavirus ha fermato ance noi di AINS onlus sia in Guatemala che a Pavia.

E’ notizia di questi giorni che il virus è arrivato anche in Guatemala. Speriamo non si diffonda come qui da noi perché a differenza dell’Italia, in Guatemala non ci sono strutture sanitarie adeguate a curare tante persone e se dovesse capitare un contagio diffuso ci sarebbero veramente tanti, troppi morti. Sarebbe veramente un disastro. Speriamo bene! Le ultime notizie arrivate da Alvaro, il nostro referente progettuale, sono che tutte le scuole in Guatemala sono chiuse, tutti sono a casa e si cerca di rispettare l’isolamento imposto dal governo. Il Comedor è chiuso, i bambini non vengono a pranzo e per le attività e solo l’ambulatorio medico ed infermieristico è aperto il sabato per chi avesse bisogno. Le attività che stanno facendo sono un’attenzione agli anziani distribuendo dei pacchi alimentari una volta alla settimana in quanto, già erano lasciati soli, ora con il coronavirus, di più. I bambini, tutto sommato, per due settimane, non soffrono rimanendo a casa con i genitori. Speriamo che l’isolamento non si prolunghi perché se continua sarà sicuramente un problema per i genitori che non potendo lavorare non guadagnano e, anche qui, potete immaginare cosa potrebbe succedere.
Abbiamo deciso di andare un poco controcorrente, ma sapete quanto ci teniamo al Guatemala, proponendovi un aiuto per raccogliere fondi da inviare per acquistare cibo per gli anziani. Non so quanto questo progetto può fare breccia nella sensibilità di ognuno di voi che legge però ci proviamo perché il coronavirus ci sta dimostrando che nessuno di noi è scollegato agli altri, siamo un’unica cosa e darci una mano, oltre ad essere etico è necessario indipendentemente dove viviamo.

Ecco in cosa consiste la nostra richiesta:
Con 9 euro al mese si garantisce un pacco alimentare ad un anziano che seguiamo a Santa Gertrudis, nella comunità dove siamo ed operiamo. Gli anziani da aiutare, ad oggi, sono 26, e l’impegno, l’aiuto è per tre mesi sperando che tra tre mesi si ritorni alla normalità. L’IBAN per aiutarci è IT90V0335901600100000161660
(Causale: Borsa alimenti Anziani Guatemala)
Grazie per quello che riusciremo a fare e continuiamo a rimanere solidali.

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