Emergency:lettera alla provincia pavese
Gentile direttore,
Noi non conosciamo direttamente le attività svolte "sul campo" dall’associazione umanitaria Emergency e
dai suoi volontari. Ne veniamo a conoscenza solamente attraverso il loro sito internet, gli articoli
sui giornali e le interviste rilasciate dal suo fondatore, Gino Strada, e dai tanti volontari che partono per mettere a
disposizione le loro professionalità e competenze, la loro dose di umanità, tempo e
solidarietà.
Dovremmo forse esimerci dall'intervenire e non esprimere nessun giudizio su ciò che non conosciamo, ma, in tutta franchezza, non
possiamo credere a quello che è successo in questi giorni ; cioè l’arresto di tre volontari di
Emergency accusati di aver assassinato l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, giornalista di
Repubblica, rapito qualche tempo fa e di aver partecipato, essi stessi, ad un complotto per uccidere il
Governatore della provincia afgana di Helmad, Gulab Mangal.
Non possiamo credere che essi si siano resi interpreti di qualcosa di diverso che non sia riconducibile al concetto di solidarietà.
Certo, delle schegge impazzite ci possono essere in un meccanismo umanitario ben congegnato
come quello di questa grande e articolata associazione.Cio' detto, ugualmente, non crediamo alla tanto volgare quanto incredibile diceria del complotto, perché anche chi scrive, come sostiene il giornalista Daniele
Mastrogiacomo, pensa che “coloro che fanno parte di Emergency sono persone che praticano e non
predicano vanamente la solidarietà; e solidarietà non può essere violenza, giustizia sì, ma non violenza”.
Non possiamo credere che dopo anni di attività umanitaria a favore di chi soffre, non vi sia un
a selezione "qualitativa" in termini di affidabilità nei confronti di chi parte in missione. Non possiamo credere che Emergency corra il rischio di mettere in
discussione il suo serio lavoro non puntando sulla qualificazione del personale che si impegna a svolgere un delicato lavoro nel contesto di una
missione umanitaria. Non lo crediamo perché il mondo dell’associazionismo è, in larga misura, serio, composto da
persone serie, da progettualità, formazione, selezione del personale che parte.
Pensiamo invece, al di la' e al di fuori di ogni possibile sospetto veicolato in modo strumentale e demagogico oltre che bugiardo, che Emergency sia una Organizzazione Non Governativa indipendente e neutrale
nei conflitti il cui unico obiettivo rimane quello di curare i sofferenti senza chiedere alle persone interessate la propria origine o identità, qualunque essa fosse in un conflitto armato sempre ingiusto, sbagliato, irrazionale e doloroso.
E' chiaro: tutto questo da' fastidio.
Giulia Dezza
Elisa Moretti
Emanuele Chiodini
Ruggero Rizzini
volontari ains onlus
Noi non conosciamo direttamente le attività svolte "sul campo" dall’associazione umanitaria Emergency e
dai suoi volontari. Ne veniamo a conoscenza solamente attraverso il loro sito internet, gli articoli
sui giornali e le interviste rilasciate dal suo fondatore, Gino Strada, e dai tanti volontari che partono per mettere a
disposizione le loro professionalità e competenze, la loro dose di umanità, tempo e
solidarietà.
Dovremmo forse esimerci dall'intervenire e non esprimere nessun giudizio su ciò che non conosciamo, ma, in tutta franchezza, non
possiamo credere a quello che è successo in questi giorni ; cioè l’arresto di tre volontari di
Emergency accusati di aver assassinato l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, giornalista di
Repubblica, rapito qualche tempo fa e di aver partecipato, essi stessi, ad un complotto per uccidere il
Governatore della provincia afgana di Helmad, Gulab Mangal.
Non possiamo credere che essi si siano resi interpreti di qualcosa di diverso che non sia riconducibile al concetto di solidarietà.
Certo, delle schegge impazzite ci possono essere in un meccanismo umanitario ben congegnato
come quello di questa grande e articolata associazione.Cio' detto, ugualmente, non crediamo alla tanto volgare quanto incredibile diceria del complotto, perché anche chi scrive, come sostiene il giornalista Daniele
Mastrogiacomo, pensa che “coloro che fanno parte di Emergency sono persone che praticano e non
predicano vanamente la solidarietà; e solidarietà non può essere violenza, giustizia sì, ma non violenza”.
Non possiamo credere che dopo anni di attività umanitaria a favore di chi soffre, non vi sia un
a selezione "qualitativa" in termini di affidabilità nei confronti di chi parte in missione. Non possiamo credere che Emergency corra il rischio di mettere in
discussione il suo serio lavoro non puntando sulla qualificazione del personale che si impegna a svolgere un delicato lavoro nel contesto di una
missione umanitaria. Non lo crediamo perché il mondo dell’associazionismo è, in larga misura, serio, composto da
persone serie, da progettualità, formazione, selezione del personale che parte.
Pensiamo invece, al di la' e al di fuori di ogni possibile sospetto veicolato in modo strumentale e demagogico oltre che bugiardo, che Emergency sia una Organizzazione Non Governativa indipendente e neutrale
nei conflitti il cui unico obiettivo rimane quello di curare i sofferenti senza chiedere alle persone interessate la propria origine o identità, qualunque essa fosse in un conflitto armato sempre ingiusto, sbagliato, irrazionale e doloroso.
E' chiaro: tutto questo da' fastidio.
Giulia Dezza
Elisa Moretti
Emanuele Chiodini
Ruggero Rizzini
volontari ains onlus
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